L’obiettivo OM System M.Zuiko 14-150mm f/4-5.6 II per il sistema Micro4/3 è uno zoom con escursione focale che supera i 10X (l’angolo di campo corrisponde a quello di un 28-300mm su formato 35mm). Rientra in pieno in quelli che vengono definiti zoom tuttofare o, ancora meglio, zoom da viaggio.
Specifiche tecniche principali
- Larghezza: 63.5mm
- Lunghezza: 83mm
- Peso: 285g
- Diametro filtri: 58mm


Materiali e costruzione
Il barilotto è in materiali plastici ma la baionetta in metallo. Non si tratta di un obiettivo Pro, ma viene indicato come resistente a polvere, spruzzi e gelo. La prima impressione che dà il barilotto è quella di uno degli obiettivi di fascia economica cosa che, come insegna l’esperienza, non vuol dire che abbiano performance scadenti. Sul barilotto sono presenti due ghiere: una più stretta per la messa a fuoco manuale e una più ampia per lo zoom. La messa a fuoco è interna, mentre azionando la ghiera dello zoom l’obiettivo si allunga. Alla massima estensione (150mm) la lunghezza diventa quasi il doppio.
Il fatto che la ghiera per il fuoco manuale sia di dimensioni ridotte non è un gran problema perché probabilmente utilizzerete sempre l’autofocus.


Obiettivi zoom tuttofare (da viaggio)
La caratteristica principale di questi obiettivi è quella di coprire la quasi totalità delle situazioni di scatto con una sola ottica, senza doverla mai cambiare. E magari senza doverne portare altre.
La versatilità è il principale punto di forza.
Il prezzo che si paga è in termini di luminosità massima e ciò che ci si aspetta sono dei compromessi qualitativi. Le ragioni che portano a scegliere un obiettivo di questo tipo sono principalmente necessità pratiche, ma per fare una scelta consapevole è importante capire a quali compromessi si è disposti a scendere valutando la qualità dello zoom sia in generale sia alle varie lunghezze focali. Che è ciò di cui parlerò in questo articolo e nel video dedicato all’ottica.
In più, visto che in passato ho utilizzato sia il 14-42mm f/3.5-5.6 sia il 40-150mm f/4-5.6 vorrei spendere due parole su una sorta di confronto.
OM System 14-150mm f/4-5.6 II
Da quando fotografo sono sempre stato poco fiducioso in obiettivi con una copertura così ampia di lunghezze focali. Il timore che fossero ottimizzati solo per alcune ma avessero una qualità pessima sulla maggior parte delle altre mi ha sempre frenato dall’acquisto. Grazie a OM System che mi ha prestato un po’ di attrezzatura da provare ho deciso di chiedere anche il 14-150mm sia per curiosità personale sia perché in molti mi hanno chiesto un parere al riguardo.
Per tutta la parte di esempi e test rimando al video su YouTube:

Compromessi e qualità d’immagine
Normalmente questo tipo di zoom hanno una buona resa alle focali intermedie, mentre manifestano perdite di qualità, anche importanti a quelle grandangolari e tele.
Il 14-150mm ha sì il migliore comportamento alle focali intorno ai 40mm, ma allo stesso tempo ha un buon comportamento anche a quelle più corte. Dove perde un po’ è verso le focali tele più spinte.
I bordi non sono mai a livello del centro, cosa che non stupisce, però la perdita di qualità non è tale da rendere anche una sola focale non utilizzabile.
L’aspetto se vogliamo più spinoso, considerando che non si parte da una luminosità massima elevata, è che per avere una buona resa bisogna chiudere sempre di uno stop. Ciò significa che, a parte per le lunghezze focali sotto i 25mm, scatteremo a f/8. f/11 è consigliabile se si vuole una maggiore omogeneità su tutto il fotogramma oppure se si scatta a 150mm dove mi sembra che f/11 offra la migliore resa in generale. A f/16 la situazione peggiora ma non in maniera tragica. A f/22 invece vi sconsiglio di utilizzarlo: alla massima chiusura del diaframma il peggioramento diventa evidente.
Aberrazioni cromatiche
Le aberrazioni cromatiche laterali sono più presenti a 14mm e alle focali più tele ma in nessun caso sono un problema. Il JPEG diretto è corretto in macchina, il RAW si corregge con un click e non rimane traccia di alcuna aberrazione.
Vignettatura
Un po’ di vignettatura è sempre presente ma non è invasiva e – al pari delle aberrazioni cromatiche – non è problematica da risolvere.
Distorsioni ottiche
Per quanto riguarda le distorsioni ottiche: c’è un po’ di distorsione a cuscino alle focali più tele e a barile lato grandangolare. La distorsione maggiore si ha a 14mm, ma si corregge senza problemi. Alle altre lunghezze focali si corregge altrettanto bene ed è più ridotta.
Sfocato
Sullo sfocato, in particolare alle focali più lunghe, non c’è da aspettarsi un gran risultato: se lo sfondo ha molti dettagli e magari fonti luminose lo sfocato non è piacevole.
Trattamento antiriflesso
Il trattamento antiriflesso (Zero coating) invece si comporta bene: nell’aggiornamento alla versione II del 14-150mm dovrebbero aver migliorato proprio questo aspetto.
Conclusioni
L’obiettivo si comporta meglio di quanto potessi aspettarmi. La perdita di qualità ai bordi c’è e me lo aspettavo, ma non è tale da rendere l’obiettivo problematico da utilizzare sull’interno fotogramma. E questo vale per qualunque lunghezza focale.
Le lunghezze focali meno incise sono quelle tele più spinte, in particolare a 150mm. Ma anche all’allungamento massimo è utilizzabile in ambiti che sono compatibili e per cui si compra questo tipo di zoom.
Quando si è in viaggio, o in situazioni in cui pesi, ingombri e il non cambiare obiettivo sono condizioni fondamentali sarete contenti di poter scattare anche alla focale massima e portare a casa lo scatto.
Restando consapevoli che non si tratta di un obiettivo professionale non bisogna dimenticare nemmeno che la forza di quest’ottica sta nella sua estrema versatilità.

Alternative: 14-42mm f/3.5-5.6 e 40-150mm f/4-5.6
Mentre utilizzavo il 14-150mm mi sono ricordato che una decina di anni fa, sulla mia OM-D E-M10 utilizzavo due obiettivi che per costo, peso e fascia si sovrappongono quasi perfettamente con il 14-150mm. Sto parlando del 14-42mm, la versione non pancake, che acquistai in kit con la fotocamera e il 40-150mm f/4-5.6, uno degli obiettivi che più mi ha fatto felice quando andavo in montagna o uscivo per viaggi/passeggiate di piacere.
Le considerazioni che farò non sono un testa a testa diretto perché parliamo di scatti eseguiti a 10 anni di distanza e con corpi macchina, soggetti e condizioni differenti. Però, i vecchi scatti mi hanno confermato che le sensazioni che ho avuto mentre utilizzavo il 14-150mm potevano essere sensate.
Due differenza scontata ma fondamentali
- Ancora prima di riflettere sulla qualità d’immagine, una soluzione prevede un solo obiettivo, il 14-150mm, l’altra due. Quindi, in situazioni in cui cambiare l’ottica può risultare problematico e può far perdere lo scatto il tuttofare ha un vantaggio.
- La luminosità massima ad alcune lunghezze focali. Nel caso del 14-150mm, la massima apertura f/4 diventa molto velocemente f/5.6: a 14mm è f/4, a 25mm f/4.7, a 45mm è f/5.5. A questo si aggiunge che il 14-150mm è bene chiuderlo di uno stop quindi, generalizzando un po’, si finisce per utilizzarlo sempre a f/8 per avere una buona resa. O a f/11 per una maggiore uniformità centro-bordi.
OM System 14-42mm f/3.5-5.6 II
Il primo vantaggio del 14-42mm è che, come la maggior parte degli obiettivi Micro4/3, rende bene già alla massima apertura. Inoltre, a parità di diaframmi presenti in entrambi, supera il 14-150mm anche se chiudiamo il 14-42 di uno stop. Queste differenze in termini di nitidezza e luminosità massima però forse non sono sufficienti a farlo preferire al 14-150mm se si è molto interessati alla soluzione unico obiettivo.
OM System 40-150mm f/4-5.6
Rispetto al 40-150mm: qui la differenza si vede più che altro alle focali estreme dove il 40-150mm è un po’ più nitido del 14-150mm ed è utilizzabile già a tutta apertura.
Anche in questo caso, siccome le focali tele estreme sono solo una parte di quelle disponibili con il 14-150mm, va fatta una considerazione se valga la pena preferire la soluzione unica.

Considerazioni a margine
Nella scelta aggiungo anche un’ulteriore considerazione, il non avere bisogno di tutte queste focali oppure avere un obiettivo differente da abbinare a uno dei due zoom con minore copertura.
Nella mia esperienza personale, a un certo punto inizia a portarmi durante le escursioni il 12-40mm f/2.8 Pro (obiettivo di altra fascia ma anche di altro peso) in abbinamento al più leggero 40-150mm f/4-5.6. Quest’ultimo pesava la metà, era meno ingombrante e non mi dava pensiero a infilarlo in una tasca del k-way.
Per concludere, le differenze fra i 3 obiettivi in termini qualitativi, riportando le considerazioni in uno scenario in cui non stiamo parlando di obiettivi professionali, non le vedo tali da far preferire le alternative al 14-150mm basandosi esclusivamente sulla resa. Nel calcolo penso che pesino molto le specifiche situazioni in cui andremo a utilizzarli e se sia pratico o possibile cambiare ottiche.





