Fujifilm X-T200: entry level ma… | Recensione

La Fujifilm X-T200 è una fotocamera mirrorless a obiettivi intercambiabili dotata di sensore APS-C da 24 megapixel con matrice del filtro di tipo Bayer. Si tratta di uno dei modelli più economici in catalogo e uno dei pochissimi ad avere il selettore delle modalità di scatto “PASM. Viene venduta in kit con l’obiettivo 15-45 mm f/3.5-5.6, zoom elettronico stabilizzato che “equivale” a un 22,5-67,5 mm (come angolo di campo sul formato 35 mm).

Quando ho chiesto a Fujifilm Italia di poter provare questo modello avevo in mente una sola domanda: quanto è entry level la X-T200?

Le immagini raccolte per la recensione sono state scattate con il Fujinon 15-45 mm stabilizzato, il Fujinon XC 50-230 mm f/4.5-6.7 stabilizzato, il Fujinon XF 10-24 mm f/4 R stabilizzato e tropicalizzato.

Design, comandi, ergonomia

Design

La Fujifilm X-T200 viene prodotta con tre finiture differenti e il design ha il caratteristico richiamo rétro. Le quattro ghiere nella parte superiore restano una cifra stilistica anche se, in questo caso, estetica e funzionalità non vanno di pari passo.

Accanto al mirino troviamo una ghiera insolita, il selettore delle modalità di scatto di tipo PASM (Program, Aperture, Shutter, Manual) adottato dai marchi concorrenti ma più unico che raro su una Fujifilm.

Lo schermo LCD posteriore è completamente articolato e ha dimensioni generose (3.5”), superiori rispetto alla media.

Comandi

I comandi hanno – a mio parere – due criticità, una di ordine pratico e l’altra ergonomico.

Da un punto di vista funzionale, le ghiere, eccetto quella delle modalità di scatto, sono prive di notazioni nonostante l’unica personalizzabile sia quella posta a sinistra (guardando la fotocamera dal dorso). Le due restanti hanno impostazioni predefinite che variano in base alla modalità di scatto (nelle modalità PASM servono per regolare tempi/diaframmi/compensazione dell’esposizione). Nemmeno i due pulsanti a destra del mirino hanno alcuna etichetta. Capirei questa scelta su un modello di “lusso”, ma forse una fotocamera entry dovrebbe privilegiare la praticità.

Sempre sui pulsanti: manca un tasto dedicato per l’accesso al Quick Menu (menu rapido). Non si tratta di un problema insormontabile, si può assegnare a uno dei tasti accanto al mirino ma ciò significa sacrificare uno dei pochi tasti personalizzabili. Va però detto che la X-T200 implementa un menu touch speciale dal quale si può accedere direttamente al Quick Menu (a anche ad altri comandi per variare le impostazioni). Perciò, è vero che manca un comando fisico dedicato (che avrei apprezzato), ma ci sono due modi per raggiungerlo.

Gli altri comandi sono quelli presenti più o meno su tutte le digitali (revisiona, elimina, menu principale, registrazione filmato, accensione/spegnimento, scatto…). Sul dorso non manca il piccolo joystick.

Ergonomia

Croce e delizia della X-T200 sono le dimensioni che influenzano pesantemente l’ergonomia. 121 x 84 x 55 mm di grandezza e 370 g (batterie e scheda di memoria incluse) di peso la rendono adatta al trasporto spensierato durante passeggiate ed escursioni. Dimensioni così ridotte implicano però pulsanti piccoli e rendono difficile raggiungere alcuni comandi (come il joystick) quando si ha la fotocamera all’occhio. La pressione dei tasti diventa poco pratica se si hanno mani grandi o si indossano guanti (anche se sottili).

La sporgenza anteriore e il grip posteriore per il pollice facilitano la presa: ottima la scelta di evitare un design completamente lineare. Il mignolo resta fuori dall’impugnatura, ma succede anche con fotocamere più grandi. Ciò che ho trovato meno comodo è manovrare i comandi quando si inquadra con il mirino elettronico: se si scatta utilizzando lo schermo LCD tutto diventa più gestibile.

Mirino e schermo touch

Mirino

Il mirino della X-T200 non lascerà un segno nella mia memoria, inoltre, usarlo con gli occhiali non è l’esperienza più gratificante che ci sia. È comunque vero che ci sono fotocamere molto più costose ma con mirini peggiori. In ogni caso, ho utilizzato quasi sempre l’LCD, ampio e comodo: fotografare inquadrando con lo schermo posteriore semplifica l’utilizzo della fotocamera.

LCD touch

Lo schermo LCD è più grande rispetto a quello di altri modelli ed è totalmente articolato e touch. La funzionalità touch è attiva sia per navigare nei menu sia per gestire lo scatto fino a diventare protagonista se si sfrutta il Touch Menu Display per utilizzare la macchina.

Slot di memoria e connessioni

Il singolo slot per schede SD supporta la classe di velocità UHS-I ed è alloggiato nel vano batteria. Il vano batteria è accessibile dal fondello ed è posto molto vicino alla filettatura per il treppiede. Se state utilizzando la fotocamera su cavalletto, per estrarre la scheda o la batteria dovete svitare la piastra di sgancio rapido dalla macchina.

Connessioni

  • USB-C utilizzata anche per ricaricare la batteria all’interno della fotocamera
  • Micro HDMI (tipo D)
  • Jack da 3.5 mm per connettere un microfono esterno o per il comando di scatto remoto
  • WI-FI e Bluetooth

Batteria e ricarica

L’autonomia della batteria non è elevata, soprattutto se si registrano anche video. La ricarica interna via USB-C permette di utilizzare sia un caricabatterie da cellulare ma anche un power bank, opzione comoda se si è in viaggio. Tenete presente però che mentre la batteria è in carica la fotocamera non può essere utilizzata quindi una seconda batteria resta necessaria se non si vuole smettere di fotografare.

Stabilizzazione d’immagine

Il sensore della X-T200 non è stabilizzato ma le ottiche con cui l’ho provata lo sono. Quando viene motanto un obiettivo stabilizzato, nel menu fotografico appare la voce “modalità IS” dalla quale si può selezionare una delle impostazioni di stabilizzazione oppure disattivare lo stabilizzatore (consigliato se si sta utilizzando la fotocamera su cavalletto). Le modalità selezionabili sono:

  • continua
  • continua con rilevamento del movimento durante la ripresa*
  • solo durante lo scatto
  • solo durante lo scatto con rilevamento del movimento*
  • spenta

*L’opzione relativa al rilevamento del movimento durante la ripresa può essere attivata solo impostando gli ISO automatici.

E fino a qui, particolarità dell’impostazione degli ISO automatici a parte, tutto è più o meno nella norma. La questione si complica quando si entra nel menu dedicato alla ripresa di filmati e si va a impostare la stabilizzazione per l’uso in video. Qui si presentano due scenari:

  1. attiviamo “stabilizzazione imm. digit.”. Questa funzione aggiunge una stabilizzazione elettronica degna e, se non ho capito male, può lavorare in sinergia con la stabilizzazione ottica della lente. Questa modalità permette di riprendere anche in 4K e applica solamente un leggero crop all’immagine ripresa.
  2. attiviamo “giunto cardanico digitale” (in inglese “Digital Gimbal”). Questa funzionalità dovrebbe garantire una stabilizzazione superiore ma a caro prezzo: può essere usata solo in FHD e comporta un crop importante. Aggiunge anche altre limitazioni, per esempio stando al manuale, limita le focali dello zoom kit utilizzabili. Inoltre, ma qui non ne ho certezza, dovrebbe disattivare la stabilizzazione ottica perché il menu relativo alla stabilizzazione IS diventa non selezionabile. La cosa non finisce qui: sebbene questa modalità funzioni solo in modalità video, quando è attiva inibisce la possibilità di gestire la stabilizzazione ottica anche in uso fotografico.

Autofocus: foto e video

L’autofocus può contare su ben 425 punti di messa a fuoco. Il suo comportamento però non è particolarmente performante e diventa più lento in scarsa luminosità o con soggetti “difficili”.

L’autofocus continuo (AF-C) con priorità sul viso e occhi ha un comportamento non troppo prevedibile: dai test che ho fatto non sono giunto a una conclusione certa. Con l’ottica kit si è comportato mediamente bene sia quando l’ho usato per riprendermi mentre camminavo, sia per riprendermi in condizioni controllate con la fotocamera su cavalletto. Parlo di comportamento non troppo prevedibile perché in condizioni controllate ho realizzato due riprese pressoché identiche ma i risultati sono stati diversi. Nel primo caso ho rilevato qualche rara situazione in cui il fuoco veniva perso per un attimo, nel secondo caso le perdite di fuoco sono state più frequenti. In entrambi i casi però lo spostamento del fuoco era minimo e la rifocheggiatura pronta.

Quando mi sono ripreso camminando nel bosco, anche in condizioni di luce complesse, l’autofocus mi ha agganciato pressoché sempre e correttamente, per lo meno utilizzando l’obiettivo kit 15-45 mm. Montando il più costoso 10-24 mm f/4 ho avuto risultati incostanti.

Nel complesso il comportamento è in linea con la fascia della fotocamera, con buoni risultati in ripresa video AF-C quando funziona a dovere. Nulla di eccezionale in ripresa fotografica, in modalità AF-S (autofocus singolo) e con qualche difficoltà in condizioni difficili.

Sensore e qualità d’immagine

Il sensore della X-T200 non è un sensore con matrice di tipo Bayer. Essendo un utilizzatore occasionale di fotocamere Fuji mi sono sentito più a mio agio con i file RAW prodotti da questo modello perché vengono digeriti e gestiti con più facilità da alcuni programmi di sviluppo.

Ciò che non potevo immaginare prima di provarlo era la qualità dei file prodotti: mi hanno sorpreso! Il recupero nelle ombre è notevole: tre stop (rispetto all’esposizione “corretta”) si recuperano abbastanza bene con una comparsa di rumore non eccessiva e una buona conservazione del contrasto. Si può arrivare anche a un quarto stop con un po’ di perdita. Il comportamento nelle alte luci è meno performante, ma è cosa normale: si recupera uno stop di sovraesposizione senza particolari danni, dopo di che contrasto e saturazione ne risentono eccessivamente.

Fujifilm X-T200 - 10-24 mm
Fujifilm X-T200 – 10-24 mm

I file, anche quelli scattati in situazioni più impegnative, si sono dimostrati lavorabili, senza comparsa di artefatti degni di nota o esasperazione del rumore durante il recupero. Posso aver trovato qualche limite nell’eseguire manovre di postproduzione molto spinte – spericolate direi – quindi non ho davvero appunti da fare su questo fonte.

X-T200
A destra: ESP+2, LUCI -100 (ACR)
X-T200
Ritaglio al 100% (cliccare per ingrandire)

24 megapixel su un formato APS-C e con una più che buona gamma dinamica lo rendono un sensore pienamente attuale e in grado di dare soddisfazioni: non è certo un sensore che mi sarei aspettato su una entry level.

Rumore digitale

Prima di parlare di rumore digitale ricordo che i RAW prodotti dalla X-T200 provengono da un sensore con matrice Bayer e ciò permette di sfruttare a pieno la riduzione del rumore offerta dagli algoritmi di DxO PhotoLab. Ho fotografato una scena test dalla sensibilità minima (200 ISO) alla massima (12.800 ISO) con variazioni di uno stop e poi ho elaborato i RAW applicando le impostazioni di default per Deep Prime (riduzione del rumore) e Lens Sharpness (nitidezza). Ho attivato inoltre la riduzione delle aberrazioni cromatiche.

I risultati ottenuti in una situazione di ripresa controlla mostrano che in condizioni ottimali l’intero range di valori ISO è utilizzabile. Volendo però essere un po’ più pratici, direi che da 200 (valore base) a 800 ISO il rumore non è assolutamente un problema. A 1600 ISO si ha una prima cesura: si tratta di un valore utilizzabile senza particolari problemi ma qualcosa si inizia a perdere. 3200 ISO, a parte il fatto che è l’unica sensibilità a mostrare un anomalo slittamento cromatico, il rumore si fa più presente. Il mio consiglio è di non superare i 1600 ISO, se possibile. 6400, in situazioni reali, li utilizzerei solamente in casi di emergenza.

Fujifilm X-T20 - scatto test ISO
Fujifilm X-T20 – scatto test ISO

In sintesi, la tenuta generale al rumore è buona.

Simulazione pellicole

Su una fotocamera Fujifilm non poteva mancare la simulazione pellicole. Quelle disponibili sulla X-T200, in numero leggermente minore di quelle presenti su altri modelli, sono:

  • Provia/Standard
  • Velvia/Vivace
  • Astia/Morbida
  • Classic Chrome
  • Pro Neg. Hi
  • Pro Neg Std
  • Monocromatico Seppia

Obiettivo kit

L’obiettivo kit, a livello di focali coperte, è un buon punto di partenza per chi compra la prima fotocamera o comunque non ha altre lenti a disposizione. Trattandosi di uno zoom elettronico non riscuote particolarmente la mia simpatia, ma è più una considerazione personale.

X-T200 - 15-45 mm @45 mm - f/8 - 400 ISO
X-T200 – 15-45 mm @45 mm – f/8 – 400 ISO

Video e vlogging

Può registrare file in 4K fino a 30p e i file prodotti non sono male, li trovo adatti a un utilizzo base. L’unico vero problema, ma riguarda gli utenti con più esperienza, è che la gestione delle impostazioni di registrazione non è chiara. Per esempio, se avvio la registrazione nella modalità dedicata alle riprese video, non ho controllo né sulla simulazione pellicole né su altri parametri (saturazione, nitidezza…). Se invece inizio a registrare in una delle modalità PASM allora il video eredita la simulazione pellicola dalla modalità fotografica ma non mi sembra che erediti gli altri parametri personalizzati.

Sull’esposizione non si riesce ad avere molto controllo e non sono presenti strumenti di rilevazione e monitoraggio: quando registriamo filmati scompare l’istogramma e non vi è un assistente come lo zebra pattern.

Per vloggare

In modalità vlogging l’autofocus sul volto funziona abbastanza bene: in certe situazioni non è stabilissimo, ma non commette errori grossolani. Non sono riuscito a capire quali siano le situazioni che lo mettono in difficoltà perché il comportamento sembra indipendente dalla complessità della condizione di ripresa. Lo stesso vale per l’esposimetro: sembra che la priorità sul volto venga ignorata e non si riesce ad avere un’esposizione prevedibile, per lo meno in situazioni complicate. In situazioni meno problematiche l’esposimetro si comporta più ragionevolmente.

Riprendersi con la fotocamera su cavalletto

Registrando in condizioni controllate la situazione cambia: l’uscita HDMI permette di collegare un monitor esterno sul quale si possono visualizzare anche le informazioni mostrate dall’LCD della fotocamera. Il monitor esterno fornisce strumenti avanzati per il controllo dell’esposizione superando così i limiti della fotocamera.

A livello di autofocus continuo il volto resta per lo più agganciato, ogni tanto la fotocamera perde il fuoco ma lo riacquisisce prontamente.

In sintesi, come prodotto entry da usare per vloggare e per qualche ripresa controllata va bene, basta sapere che ci sarà qualche compromesso. La stabilizzazione sufficientemente efficace, anche quando si cammina su terreni scoscesi, e l’AF-C dalle performance discrete sono caratteristiche importanti nelle riprese al volo, anche solo per registrare dei riempitivi.

Infine, lo schermo ribaltabile e l’ingresso per il microfono completano il quadro di funzionalità utili anche per riprendersi.

VIDEO: Fujifilm X-T200 | Recensione
VIDEO: Fujifilm X-T200 | Recensione

Esperienza d’uso

In questo paragrafo parlerò di come mi sono trovato con la fotocamera, esprimerò più che altro giudizi soggettivi. Nel paragrafo successivo trarrò conclusioni più oggettive, indicando quali sono gli ambiti d’impiego più adatti e a chi consiglio questo modello.

Ci sono aspetti della X-T200 che mi sono piaciuti meno: l’interfaccia spesso troppo semplificata, la raggiungibilità di alcuni comandi, il comportamento criptico di alcune funzionalità, in particolare per la ripresa video. Le impostazioni per la ripresa di filmati sono troppo semplificate e la loro organizzazione non è così chiara. Dopo diverse prove e la lettura e rilettura del manuale, non ho ancora capito cosa succeda davvero alle impostazioni della macchina quando si riprendono filmati.

Dopo essere sceso a patti con l’interfaccia e configurato la fotocamera sono rimasto però sorpreso dalla buona qualità d’immagine: buona gamma dinamica, possibilità di recupero nelle ombre superiore alle mie aspettative, rumore gestito bene. Da una entry level non mi sarei aspettato di ottenere file così versatili. Se a questi aspetti aggiungiamo l’impiego di un sensore con filtro di tipo Bayer che mi ha lasciato più libertà nella scelta dei software di sviluppo dei file RAW, le mie iniziali antipatie nell’utilizzo pratico della X-T200 si sono smussate.

Fujifilm X-T200 - 10-24 mm @f16
Fujifilm X-T200 – 10-24 mm @f16

Conclusioni

La Fujifilm X-T200 è un corpo macchina pensato per essere davvero portatile e per agevolare l’ingresso nel mondo della fotografia o il passaggio a quello Fuji. Nonostante sia a tutti gli effetti una entry level, sia per la collocazione nel catalogo sia per il tipo di funzionalità offerte, non è entry level nella qualità dei file prodotti.

Non mi sento di consigliarla all’amatore esperto perché probabilmente resterebbe deluso nell’utilizzarla (sottolineo nell’utilizzo pratico, non per i file prodotti), ma la trovo adatta a chi vuole iniziare a fotografare.

Il selettore PASM

Fujifilm ha deciso di inserire in questa macchina una soluzione insolita, presente solo nella recente X-S10, ovvero la ghiera tradizionale per la scelta delle modalità di scatto di tipo PASM (Program, Priorità di diaframmi, Priorità di tempi, Manuale). L’intento è chiaro: offrire a chi proviene da altri brand (o a coloro che non ha mai utilizzato fotocamere) un approccio più tradizionale alle modalità di scatto (rispetto a quello normalmente impiegato da Fuji). Anche la scelta di impiegare un sensore con matrice Bayer, rispetto al proprietario X-Trans, sarà sì per distinguere la classe del modello, ma forse è anche un modo per semplificare la scelta del software per la postproduzione dei file RAW.

Un sistema APS-C completo

La X-T200 è sì un modello entry, ma forte di poter utilizzare tutto il parco ottiche Fujinon e di sfruttarlo bene a livello di qualità d’immagine. Fujifilm ha fatto una scelta netta, quella di sviluppare con convinzione un sistema APS-C e il parco ottiche proprietario lo dimostra chiaramente.

A chi consiglio la X-T200

Se cercate una fotocamera leggera da utilizzare durante escursioni e passeggiate, non volete essere limitati da una compatta ma poter spaziare fra un ampio sistema di ottiche, volete contenere la spesa e gli ingombri la X-T200 è il modello che può fare per voi. Non vi piace il classico sistema di ghiere per il controllo dell’esposizione degli altri modelli? Ok, qui trovate la ghiera tradizionale.

Vi piace scattare selfie o riprendervi e lo smartphone è troppo limitante? Bene, lo schermo ampio e completamente articolato è lì per supportarvi.

Note finali

Appena prendo in mano una fotocamera tendo a giudicarla da professionista, ma non tutti gli utenti hanno bisogno di certe caratteristiche, altrimenti basterebbe una sola serie di fotocamere declinate in due o tre modelli.

Quando si valuta una fotocamera si rischia di cadere nel gorgo del “se solo avesse…”, ma se avesse funzioni aggiuntive oltre a quelle che già possiede, magari proprie di corpi di fascia più alta, allora sarebbe qualcosa di diverso e avrebbe anche un prezzo differente.

La Fujifilm X-T200 (prezzo aggiornato) va presa per quello che è: una moderna entry level in grado di produrre file di qualità elevata. Ha delle limitazioni, ma costituisce un ottimo punto di accesso al mondo della fotografia o un tramite per passare in modo soft nel mondo Fuji. Una fotocamera da usare per quello che offre (e non è poco) senza farsi troppe domande o andare alla ricerca di chissà quali personalizzazioni. L’utente esperto potrebbe vedere un limite in queste considerazioni, al contrario, l’utilizzatore alle prime armi potrebbe sentirsi rassicurato dal poter iniziare a scattare rimandando lo studio di certe impostazioni a quando sarà più esperto.

Per trasparenza

La fotocamera Fujifilm X-T200 e gli obiettivi utilizzati durante la recensione e la video recensione su YouTube mi sono stati gentilmente inviati in prova da Fujifilm Italia. Fujifilm non ha fatto alcun tipo di pressione sugli argomenti da trattare e ha visionato i contenuti solamente dopo la pubblicazione.

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