Olympus OM Zuiko 75-150 mm f/4 | Recensione (adattato su Sony A7R III)

L’obiettivo Olympus Zuiko 75-150 mm f/4 è stato il primo obiettivo zoom non di terze parti progettato per il sistema Olympus OM che ho acquistato. Fu commercializzato nel 1974, periodo in cui erano le ottiche fisse a fare da padrone, ma nonostante questo esistevano zoom apprezzati anche da professionisti. In epoca digitale è possibile adattare con semplicità – in particolare su fotocamere mirrorless – molte delle lenti per reflex e dare loro nuova vita, anche se non scattiamo più in pellicola (sull’argomento ho pubblicato un articolo sul numero della rivista Fotografare in edicola a maggio).

Zuiko 75-150 mm f/4 per Olympus OM
Zuiko 75-150 mm f/4 per Olympus OM

La recensione dello Zuiko 75-150 mm è stata realizzata con una Sony A7R III, una prova del fuoco considerando il sensore full frame da più di 40 MPX.

Design, costruzione e comandi

Come la maggior parte degli obiettivi per il sistema Olympus OM, anche questo zoom ha dimensioni contenute e filettatura per i filtri da soli 49 mm di diametro. I materiali di buona qualità e la costruzione ben fatta gli hanno permesso di superare bene i suoi primi quarant’anni senza acciacchi apparenti. La ghiera della messa a fuoco è in gomma e con la tipica zigrinatura con disegno a diamante. La ghiera dello zoom, in gomma più dura, ha un pattern differente.

A differenza degli obiettivi Zuiko fissi per Olympus OM, la ghiera dei diaframmi è vicina alla baionetta (e non alla lente frontale). I valori selezionabili vanno da f/4 a f/22 e non sono previsti scatti di mezzo stop. Accanto alla ghiera dei diaframmi troviamo quella dello zoom. Nel percorso dai 75 mm ai 150 mm sono presenti le segnature 85 mm, 100 mm e 120 mm. La lunghezza de barilotto non cambia al variare della lunghezza focale. Dopo la ghiera dello zoom troviamo la scala delle distanze (in metri e in piedi) e poi la ghiera di messa a fuoco. La messa a fuoco non è interna: ruotando la ghiera ruota anche la parte frontale del barilotto, effetto un po’ fastidioso quando si usano filtri che ruotano, come i polarizzatori. Il paraluce retrattile in metallo è incorporato e quello della copia in mio possesso resta tuttora in posizione nonostante gli anni.

Parfocal?

In rete si trovano pochissime notizie, ma uno dei siti più affidabili in materia di obiettivi vintage descrive questo zoom come parfocal (non varia il punto di messa a fuoco al variare del fattore di zoom). Testandolo sulla Sony mi sono però accorto che non si comporta da parfocal, ma mi rimane il dubbio che almeno in parte la colpa sia dell’adattatore. Ho provato infatti a montare il 75-150 mm sulla vecchia Olympus a pellicola e, nonostante lo schermo di messa a fuoco a immagine spezzata non agevoli l’utilizzo di un f/4, mi sembra che pur non comportandosi nemmeno sulla reflex da parfocal, lo scarto sia ridotto. Insomma, su questo punto nutro ancora qualche dubbio.

Qualità d’immagine

Per avere un riferimento concreto sulle potenzialità di questa lente ho fatto un singolo paragone con l’obiettivo manuale moderno in mio possesso che più si avvicinasse a una delle focali dello zoom. Mi riferisco all’obiettivo cinematografico economico Samyang 85 mm T/1.5, che ho recensito in passato. Impostando l’Olympus 75-150 mm su 85 mm a f/8, la resa delle due lenti è molto simile.

Zuiko (a sx), Samyang (a dx): ritagli al 100% a confronto. La resa dello Zuiko è più fredda rispetto a quella del Samyang
Zuiko (a sx), Samyang (a dx): ritagli al 100% a confronto. La resa dello Zuiko è più fredda rispetto a quella del Samyang.

Prima di affrontare i vari aspetti della qualità d’immagine ricordo che le considerazioni vengono dall’uso dell’ottica adattata, operazione che non sempre è a somma zero, per di più su una fotocamera digitale molto esigente. Alcuni difetti potrebbero essere evidenziati o esasperati rispetto all’uso nativo con la reflex a pellicola.

Nitidezza

Il diaframma che garantisce la resa migliore è f/8 (anche se fra 85 mm e 120 mm è un testa a testa con f/5.6); chiudendo a f/11 si perde qualcosa al centro ma si guadagna leggermente sull’uniformità centro-bordi. Anche i diaframmi più aperti sono comunque utilizzabili, sebbene la resa sia più morbida al centro e diminuisca considerevolmente ai bordi. A quanto detto fa eccezione solamente la focale più lunga, 150 mm, che a f/4 e a f/5.6 mostra un netto peggioramento anche al centro, ma il sospetto che dipenda dall’utilizzo con l’adattatore è forte. Le focali che restituiscono una qualità d’immagine più elevata sono 100 e 120 mm.

Aberrazioni cromatiche

A 75 e 85 mm sono poche a tutta apertura e quasi scompaiono da f/8. A 100 mm, l’unica differenza rispetto alle focali più corte è che quasi spariscono da f/11 (invece che da f/8). A 120 mm non sono eccesive ma sono più o meno sempre presenti a tutti i diaframmi; a 150 mm si ha lo stesso comportamento che a 120 mm ma appena più accentuato.

Riflessi

La resistenza ai riflessi è probabilmente il maggior punto debole dello Zuiko 75-150 mm f/4. Non sono in grado di individuare l’anno di produzione della copia in mio possesso né, con le ottiche Olympus, è mai certo capire cosa è stato fatto a livello di trattamenti antiriflesso. L’unica cosa nota è che gli esemplari prodotti dopo il 1984 riportano sulla cornice della lente frontale la sigla MC (Multi Coated), ma ciò non vuol dire che gli esemplari precedenti non abbiamo ricevuto trattamento… Detto questo, il giudizio sulla risposta in controluce non è positivo: gli artefatti sono talmente penalizzanti che difficilmente se ne giustifica anche l’uso creativo.

Distorsioni

A 75 mm è presente un po’ di distorsione a barilotto, da 100 a 150 mm a cuscino.

Vignettatura

La caduta di luce ai bordi è presente e lo è fino a f/8, quando diventa più lieve. A f/11 è solo vagamente percepibile.

Conclusioni

Nel complesso, visto il prezzo sul mercato dell’usato (indicativamente a cavallo dei 100 €), è un obiettivo che interessante se siete appassionati di ottiche vintage manuali, magari degli Zuiko per il sistema Olympus OM. Il prezzo lo vale tutto e non è una lente difficile da reperire ma ha sicuramente qualche limitazione. Si tratta di un obiettivo zoom 2X, che nel panorama degli zoom tele appare oggi come una scelta fuori dal tempo. Per ottenere la massima qualità dovete usarlo a f/8-f/11. Lo sfocato non mi ha colpito, come obiettivo da ritratto non sarebbe una prima scelta (a meno che non vogliate ricreare un look particolare).

Nel mio caso l’acquisto è stato dettato da una passione per gli obiettivi manuali e dal legame, in un certo senso affettivo, con gli Zuiko. La curiosità di provare uno zoom del sistema OM e il non riuscire a fare del tutto a meno del piacere dato dall’uso di lenti con una vera ghiera di messa a fuoco manuale hanno fatto il resto. Trovo poi che certe lenti restituiscano un look di partenza adeguato a certi miei scatti. Infine, per il sistema Sony non avevo teleobiettivi sopra i 90 mm (negli ultimi anni li ho usati raramente per lavoro) e con una spesa contenuta ho aggiunto una lente utilizzabile in caso di necessità.

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