Obiettivi fotografici: meglio prime o zoom?

È meglio utilizzare obiettivi prime o zoom? Decenni fa trovare zoom di buona qualità era raro oggi non è più così, esistono zoom professionali che danno filo da torcere alle ottiche fisse. Di conseguenza, scegliere fra i due tipi di obiettivi non è più principalmente una questione di qualità.

In questo articolo, ogni volta che parlerò di ottiche (fisse o zoom che siano) saranno da intendersi come ottiche moderne e di qualità.

Cos’è un obiettivo zoom

Lo zoom è un obiettivo che copre differenti focali selezionabili tramite una ghiera (o, più raramente, un sistema telescopico). Il passaggio da una lunghezza focale all’altra avviene in modo continuo: un 24-70 mm coprirà tutte le focali comprese fra 24 e 70 mm.

Trattandosi di ottiche in grado di assumere valori focali differenti, difficilmente potranno essere performanti allo stesso modo alle varie lunghezze: per esempio, un 100-400 mm potrà avere un’ottima resa nel range da 100 a 300 mm per diminuire un po’ fino alla focale massima, 400 mm. Sono compromessi inevitabili.

Obiettivo fisso o zoom: quale scegliere e perché

Luminosità

L’apertura massima del diaframma di un obiettivo fotografico è indicata con la lettera “f”. Minore è il valore di f, maggiore è la luminosità di un obiettivo. Zoom con apertura massima maggiore di f/2.8 sono estremamente rari.

Progressione del diaframma(Image credit: Cbuckley CC-BY-SA-3.0, via Wikimedia Commons).
Progressione del diaframma
(Image credit: Cbuckley CC-BY-SA-3.0, via Wikimedia Commons).

La luminosità è quindi una caratteristica discriminante nella scelta. Ci sono contesti e generi fotografici nei quali è insolito utilizzare un obiettivo alla massima apertura: in questi casi avere un diaframma f/1,4 o f/4 non fa troppa differenza. La considerazione da fare eventualmente a questo riguardo è che la maggior parte degli obiettivi non dà il meglio di sé a tutta apertura, quindi un obiettivo molto luminoso ha un vantaggio di luminosità, anche relativa, nel momento in cui si diaframma un po’.

Se praticate principalmente fotografia (non notturna) di paesaggio, i diaframmi più aperti che userete saranno f/5.6 o f/8: uno zoom, nemmeno troppo luminoso, non sarà un problema.

Un’ottica con apertura massima 1.2, 1.4 o 1.8 sarà invece utile per fotografare in condizioni di luce scarsa, magari a mano libera: l’autofocus lavorerà meglio, la scelta della sensibilità ISO sarà più flessibile, potrete usare tempi di scatto più rapidi.

Apertura del diaframma non costante

Non tutti gli zoom mantengono il valore del diaframma alla massima apertura su tutte le lunghezze focali. Gli zoom non professionali, quelli più economici (kit) oppure zoom di fascia alta ma in cui era più importante contenere costo e dimensioni, possono avere un diaframma variabile tra f/2.8-4 oppure f/4.5-5.6. Questo significa che a mano a mano che l’ottica diventa meno luminosa bisognerà compensare l’esposizione: aspetto che influenza in particolar modo le riprese video.

Riflessi e aberrazioni cromatiche

Questo aspetto, alla luce delle innovazioni progettuali che riguardano sia ottiche fisse sia zoom, potrebbe diventare complesso da affrontare. Mi limiterò quindi a evidenziare che gli zoom hanno mediamente schemi costruttivi più complessi e, a parità di lenti con trattamento speciale, possono manifestare più facilmente riflessi interni.

Correzione delle aberrazioni cromatiche: essendo composti da più focali è difficile ottimizzarle tutte allo stesso modo. Se però i difetti non sono esasperati, la correzione in postproduzione è semplice, per lo meno se si ha a che fare con singoli fotogrammi statici.

Comodità e praticità

Da questo punto di vista gli zoom hanno la meglio: pensate ai casi in cui ostacoli ambientali vi impediscono di muovervi liberamente per comporre l’inquadratura, o a situazioni in cui dovete fotografare un soggetto che si allontana e si avvicina continuamente. La praticità di uno zoom è impagabile.

Oppure, e questa è una condizione che ho sperimentato a lungo, se per fotografare dovete spostarvi con lo zaino in spalla per molti chilometri senza sapere quali ottiche vi potranno servire, gli zoom sono più comodi.

Il corredo Canon con cui lavoravo sul campo era composto da tre zoom: il 16-35 mm f/2.8 il 24-105 mm f/4, il 100-400 f/4.5-5.6. Con soli tre obiettivi avevo una copertura completa delle focali da 16 a 400 mm. Se mi fossi dovuto portare dietro solamente ottiche fisse non avrei avuto la stessa versatilità.

Zoom con forte escursione focale

Per gli zoom con forte escursione focale va fatto un discorso a parte. Un obiettivo come un 28-300 mm (identificato come zoom da viaggio) potrà essere comodo, ma le aspettative in termini di qualità non possono essere troppo alte.

Conclusione

Il mio consiglio è di scegliere in base alle vostre reali necessità o per lo meno considerando le situazioni che dovrete affrontare più di frequente. Non vi fate condizionare troppo dall’idea, per lo più superata, che gli obiettivi prime sono in assoluto migliori perché il divario si è molto ridotto.

Se avete davvero bisogno di lenti con apertura superiore a f/2,8 allora gli zoom non fanno per voi.

Infine, la scelta fra prime e zoom può essere semplicemente dettata da una preferenza personale piuttosto che da necessità pratiche.

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