Filtri magnetici Freewell: polarizzatore, ND variabile, Mist in un unico kit | Recensione

I filtri magnetici Freewell portano una ventata di novità nel settore degli accessori fotografici. Non mi riferisco tanto all’aggancio magnetico, impiegato anche da altri brand, quanto alla modularità: con quattro filtri si possono ottenere sette combinazioni.

Come funziona il Kit di filtri magnetici Freewell

Se preferite la versione in video della spiegazione, qui sotto trovate il link al contenuto pubblicato su YouTube.

Il kit è composto da:

  • un adattatore (da scegliere in base alla dimensione della filettatura per i filtri sull’obiettivo);
  • due filtri “base” (normale e Mist);
  • un filtro Neutral Density variabile (VND) da 2-5 stop da una parte, polarizzatore circolare (CPL) dall’altra;
  • un filtro Neutral Density variabile (VND) da 6-9 stop da una parte / polarizzatore circolare (CPL) combinato con un filtro a densità neutra da 5 stop (ND32) dall’altra.
Freewell: kit 4 filtri
Freewell: kit 4 filtri

Come assemblare i filtri magnetici Freewell

Combinare i filtri è semplice, basta ricordare che:

  • i densità neutra variabile (VND) sono composti da due filtri quindi per assemblarli dovete montare sia una delle due basi (normale o Mist) sia il filtro contrassegnato con 2-5 stop o 6-9 stop;
  • i polarizzatori circolari (CPL e CPL/ND32) devono essere montati senza il filtro di base;
  • il Mist può essere utilizzato anche da solo.

Per prima cosa è necessario montare l’adattatore (portafiltri) a vite sulla filettatura nella parte frontale dell’obiettivo.

All’interno del portafiltri c’è un alloggiamento per inserire uno dei due filtri di base. L’aggancio magnetico, la sagomatura interna per inserirli in posizione e le indicazioni grafiche evitano ogni errore di posizionamento (fate coincidere il logo Freewell riportato sulle due parti). Il filtro interno va inserito esclusivamente per utilizzare gli ND variabili.

Il filtro esterno si comporta in modo differente a seconda del verso in cui viene montato. Da una parte funziona come ND variabile (VND), dall’altra come polarizzatore circolare (CPL).

Utilizzo dei due filtri ND VARIABILI: 2-5 STOP, 6-9 STOP e variante MIST

Per utilizzare i filtri ND Variabili dobbiamo:

  1. montare una delle due basi interne (VND BASE o BASE MIST X VND);
  2. scegliere il filtro ND variabile: 2-5 STOP o 6-9 STOP;
  3. montare il filtro più esterno in modo che guardando la lente frontale si legga sulla cornice interna del filtro l’indicazione 2-5 STOP o 6-9 STOP. Importante: per montare correttamente i filtri ND variabili, la lettera “A” riportata sul bordo del filtro e quella presente sul portafiltro devono coincidere (al momento del montaggio). L’aggancio avverrà così in modo corretto e a mano a mano che ruotate il filtro più esterno l’indicatore a forma di triangolo indicherà di quanti stop si sta riducendo la luce che entra nell’obiettivo.
Freewell montaggio VND

Vi accorgerete che la rotazione del filtro esterno non sarà continua, ma avrà un inizio e un fine corsa. Questo accorgimento serve per evitare i fastidiosi artefatti che molti filtri ND variabili presentano ai valori estremi.

Sul perché utilizzare un filtro ND variabile e di quale sia il suo funzionamento ho già parlato in un altro articolo e in un video, li trovate qui.

Filtri MIST e MIST+VND

Del funzionamento del filtro MIST e della combinazione MIST+VND ho parlato in un video:

Utilizzo dei filtri polarizzatori circolari: CPL e CPL+ND32

Per utilizzare i filtri polarizzatori il filtro di base all’interno del portafiltri va rimosso.

Il filtro esterno, l’unico montato in questa configurazione, va orientato in modo che la scritta CPL o CPL/ND32 sia leggibile guardando la parte frontale dell’obiettivo. Come avviene per i filtri VND, l’aggancio magnetico lascia il filtro polarizzatore libero di ruotare (in questo caso in modo continuo, senza inizio o fine corsa) così da poter decidere il grado di polarizzazione che si vuole ottenere.

La differenza tra i due polarizzatori circolari sta nel fatto che uno dei due è combinato con un filtro a densità neutra (ND), in questo caso non variabile. Mentre un VND è composto da due polarizzatori, un ND non variabile è un filtro che ha ricevuto una colorazione (auspicabilmente neutra) per diminuire la luce che raggiunge il sensore (o la pellicola). Il CPL/ND32 è perciò un filtro polarizzatore combinato con un filtro a densità neutra da 5 stop. Per sapere di più sulla nomenclatura dei filtri Neutral Density trovate una tabella nell’articolo Filtri ND (Neutral Density) e lunghe esposizioni all’interno del quale spiego anche come utilizzarli per realizzare lunghe esposizioni.

Filtri polarizzatori circolari

I filtri polarizzatori vengono utilizzati principalmente per eliminare i riflessi indesiderati nella scena ripresa, siano quelli presenti su una vetrina o su uno specchio d’acqua (nota: non eliminano i riflessi dalle superfici metalliche). Nella fotografia di paesaggio, un risultato del loro utilizzo è la saturazione dei colori.

Il filtro polarizzatore è uno dei pochi filtri fotografici sopravvissuti all’avvento della fotografia digitale perché produce effetti in fase di scatto che è difficile o impossibile emulare in post-produzione.

Siccome devo ancora terminare i test sui polarizzatori di Freewell, completerò nei prossimi giorni questa parte dell’articolo.

Conclusioni (per ora)

Costruzione, ergonomia, praticità d’uso

Il sistema dei filtri Freewell è innovativo e non mi riferisco tanto all’attacco magnetico quanto alla modularità e alla velocità con cui si può passare da una combinazione di filtri all’altra.

Il supporto comune su cui i filtri si vanno a innestare e sul quale possono ruotare è un’azzeccatissima combinazione di lavorazione meccanica e aggancio magnetico. Le scanalature e le sporgenze per l’inserimento dei filtri base e quelle per bloccare la rotazione dei Neutral Density variabili sono studiate pensando alla funzionalità e alla velocità d’uso.

La critica che posso muovere è semmai la mancanza di una zigrinatura sul bordo dei filtri più esterni, quelli che possono ruotare: la finitura liscia rende a volte difficoltosa la prese e diventa difficile evitare di inquadrare le dita se si ruota il filtro durante una ripresa video. Una lavorazione che vada ad aumentare la presa non guasterebbe.

Sempre in riferimento alla velocità e praticità d’uso consiglio, a chi fosse interessato al sistema, di valutare l’acquisto della custodia opzionale con apertura a libro. Quella fornita di serie va bene per trasportare e stipare i filtri ma non è molto pratica per estrarli e utilizzarli sul campo.

Degna di nota la presenza di un tappo, anch’esso magnetico e con una tenuta robusta, che evita di smontare il kit di filtri ogni volta che riponiamo la fotocamera nella borsa o nello zaino.

Freewell: tappo magnetico montato sull'adattatore
Freewell: tappo magnetico montato sull’adattatore

Qualità

I miei test per ora si limitano al filtro MIST e MIST + VND, filtri utili principalmente nelle riprese video. La resa è più che buona sia in termini di slittamenti cromatici (lievi e omogenei) sia in termini di artefatti e vignettatura (entrambi assenti).

Prezzo

In assoluto il kit non è economico: trovate qui il prezzo aggiornato. Devo dire, tra l’altro, che la conversione da dollari a euro è, come sta accadendo sempre più spesso per diversa attrezzatura, svantaggiosa… In ogni caso, se consideriamo le combinazioni che il kit di filtri offre, 7 per la precisione (2 VND, 1 MIST, 2 VND+MIST, 2 CPL), e la qualità – almeno di quelli provati per ora – il prezzo mi sembra adeguato.

Il sistema è innovativo e, immagino, espandibile nel tempo. Per esempio, i filtri di tipo mist si trovano in commercio con intensità differenti anche se la base MIST fornita al momento è una. In futuro potrebbero essere proposte altre basi mist per espandere il kit, così come potrebbero venire vendute differenti combinazioni di CPL+ND.

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