Differenza tra i valori f e T degli obiettivi (f-stop Vs T-stop)

Chi fotografa ha sicuramente familiarità con il simbolo f che indica l’apertura del diaframma di una lente e la sua “luminosità” massima.
Sugli obiettivi cinematografici l’apertura è invece indicata con il simbolo T (Transmission).

Obiettivo Cine Zeiss 85 mm T/1,5.
Obiettivo Cine Zeiss 85 mm T/1,5.

Vediamo qual è la differenza tra le due sigle, evitando formule matematiche e tecnicismi eccessivi.

f-stop Vs T-stop

f è un valore relativo: è il rapporto fra la lunghezza focale di un’ottica (es. 70 mm) e il diametro del diaframma espresso in mm. T viene invece calcolato in base alla quantità di luce che raggiunge effettivamente il supporto sensibile (sensore o pellicola). Gli obiettivi sono composti da diverse lenti: la quantità di luce che entra dalla lente frontale non è esattamente la stessa che esce da quella posteriore: attraversando gli elementi in vetro parte della luce si “disperde”. Il valore T tiene conto di questa dispersione. f e T non saranno quindi identici, ma la loro differenza è solitamente piccola. Per esempio un obiettivo f=2.8 può avere T=3.0, ma un altro obiettivo – sempre con apertura f=2.8 – potrebbe avere T=3.1 oppure 3.4.

f-stop Vs. T-stop nella pratica

Per i fotografi la differenza fra f e T è poco rilevante. In fotografia si ha per lo più a che fare con fotogrammi singoli e correggere lievemente la loro esposizione in postproduzione non è un problema. Nelle riprese video le cose sono diverse perché si lavora con sequenze di fotogrammi e apportare correzioni in postproduzione può essere quantomeno costoso.

Non è detto che due obiettivi, entrambi con apertura massima f/1,4, abbiano gli stessi valori di T e visto che il triangolo dell’esposizione vincola tempo, sensibilità e diaframma, se uno di questi valori cambia varierà anche l’esposizione.

Se riprendiamo una scena con un 50 mm, esponendo con i valori f/5.6, t=1/48 s e ISO 800 e poi montiamo un 85 mm per riprendere la scena nelle stesse condizioni di luce non è detto che le due esposizioni risultino identiche perché, anche impostando entrambe le lenti a f=5.6, non è garantito che la quantità di luce che raggiunge il sensore sia la stessa. Se avessimo calcolato l’esposizione usando valori T al posto di f l’esposizione sarebbe stata identica. Uno dei motivi per cui le ottiche cinematografiche sono più costose di quelle fotografiche è per la maggiore precisione costruttiva e le minori tolleranze.

CONDIVIDI

Share on twitter
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE