Vivian Maier in mostra al Photolux

10 dicembre 2016 - Categoria: Eventi

Biglietto Photolux

Biglietto Photolux

 

Lucca è una delle città toscane più attive nell’organizzare eventi dedicati alla fotografia. Da anni, fra novembre e dicembre, si susseguono circa tre settimane di mostre fotografiche, discussioni, workshop ecc.
Il Lucca Digital Photo Fest (non so se ricordo correttamente il nome) di alcuni anni fa proponeva un percorso di esposizioni allestite in differenti location di particolare interesse culturale all’interno del centro storico.
Il Lu.C.C.A (Lucca Center of Contemporary Art) museum ha proposto negli anni mostre notevoli, tra cui una dedicata al Camera Work di Alfred Stieglitz e una retrospettiva su Elliott Erwitt.

 

Elliott Erwitt Retrospective - Lu.C.C.A.

Elliott Erwitt Retrospective – Lu.C.C.A.

 

Ma veniamo al Photolux 2016, tenutosi in questi giorni a Palazzo Ducale, e in particolare a una delle esposizioni proposte: quella dedicata a Vivian Maier (Vivian Maier: un itinerario dagli Stati Uniti a Champsaur). Di Vivian Maier e del percorso forzoso che ha consegnato al pubblico parte del suo lavoro ho già parlato nell’articolo Vivian Maier, una storia (fotografica) straordinaria al quale rimando per un approfondimento.
Qui parlerò degli scatti esposti al Photolux, in particolare di quelli realizzati in Francia (Paese natale della madre) negli anni ‘50 e ’60.

Gli scatti della Maier sono stati collocati in un’area separata dalle altre esposizioni. Scelta sensata visto che per linguaggio, tematiche e genere hanno poco da condividere con le altre esposizioni della manifestazione: World Press Photo 16, Leica Oskar Barnack Award 2016 e Manuel Rivera-Ortiz Foundation Photography Grant 2016.
La sezione dedicata alla Maier è stata suddivisa a sua volta in due ambienti: uno con le immagini del “periodo francese” e l’altro con quelle scattate in America. Queste ultime sono per lo più autoritratti e altri scatti scelti con un criterio che fa un po’ pensare al “riempitivo” (o almeno questa è l’impressione che ho avuto), mentre gli scatti “francesi” sono più omogenei nonché, per l’Italia, sono un’anteprima.

Alcune sono foto ambientate ma, fatta eccezione per un paio di immagini, in tutte sono presenti figure umane. I più interessanti sono, a mio parere, i ritratti a figura intera e i piani medi. Sono ritratti di persone comuni, fotografate in contesti quotidiani. Sembrano foto più intime di quelle scattate in America. Sebbene non si percepisca partecipazione, sembra che la distanza tra la fotografa e i soggetti sia minore del solito: come se la Maier “abbassasse un po’ la guardia”.
Ciò che mi chiedo è se tutti gli scatti eseguiti in Francia abbiano questo “sapore” particolare o se questo sia vero solo per quelli esposti. Magari gli scatti sono stati selezionati proprio perché accomunati da questa peculiarità.
In ogni caso, quasi tutto quello che si può dire sulle foto di Vivian Maier è supposizione. Ciò però non toglie nulla al piacere di guardarle, considerando anche la padronanza tecnica e la cura con cui sono state eseguite.

Visto che ormai gli scatti della Maier sono stati rivelati al pubblico sarebbe bello poterne vedere ancora… Sarei curioso di vedere altro materiale del periodo francese: quello esposto al Photolux è stato solo un assaggio, il che è anche comprensibile visto che la manifestazione era orientata principalmente ad altro e che questa era un’anteprima che magari verrà rivista e ampliata nelle mostre future.

Concludo con una osservazione sul costo del biglietto: 13 euro, che per questo tipo di mostra e di allestimento mi sono sembrati eccessivi… Non voglio certo dare un prezzo all’arte, ci mancherebbe, ma facendo un paragone oggettivo con situazioni similari ho trovato il prezzo piuttosto alto.

 

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Marco BisogniTom Recent comment authors
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Tom
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Tom

Grazie all’articolo di Marco ” Vivian Maier : una storia fotografica straordinari”ho scoperto questa artista. Adesso, ho “visto” la mostra !!
Grazie