Usi e funzioni sociali della Fotografia (parte 6)

25 agosto 2016 - Categoria: Storia

(La quinta parte dell’articolo si trova qui)

 

SESTA E ULTIMA PARTE

 

1.4 Socialmente definito o commercialmente imposto?

Gli inserti riportati sono un ottimo esempio per mostrare come il messaggio pubblicitario sia socialmente condizionato e socialmente condizionante. Gli individui sono inseriti in una società che possiede certi valori, certe norme e una determinata cultura e su tali componenti viene strutturata la campagna.

Le pubblicità selezionate sono solamente una minima parte di quelle reperibili sul sito dell’Eastman Museum. Visionando molti di questi annunci il quadro che appare dà un’idea dell’importanza del ruolo dell’immagine nella composizione. Dei valori evocati. Dei momenti storici, biografici e delle occasioni di pratica su cui veniva fatta leva.

 

10 Dicembre 1904. A Kodak Christmas morning. Nell’immagine e nella relativa didascalia: «Where there’s a child, there should the Kodak be. As a means of keeping green the Christmas memories, or as a gift, it’s a holiday delight», ritroviamo alcuni degli elementi cardine che conferiscono alla Fotografia il suo significato sociale e la eleggono pratica sociale privilegiata: il legame fra presenza di una macchina fotografica e presenza di un bambino in famiglia, la funzione di ricordo e la pratica in occasione delle vacanze, in particolare delle vacanze natalizie. 

A Kodak Christmas Morning (1904)

A Kodak Christmas Morning, 1904. (credits: George Eastman House, Rochester, New York (https://eastman.org/)

 

1916. There’s always room for a Kodak. Le macchine fotografiche, sempre meno ingombranti, possono, anzi, devono essere portate ovunque. Nell’immagine presentata sembrano essere una sorta di status symbol.

Put a Kodak in your pocket (1916)

Put a Kodak in your pocket, 1916. (credits: George Eastman House, Rochester, New York (https://eastman.org/)

 

1915. Kodak album – family members around the photo album. La didascalia recita: «It’s the intimate, personal story of home – a picture story that interests every member of the family. And the older it grows, the more it expands, the stronger its grip becomes; the greater its fascination».

Kodak album (1915)

Kodak album, 1915. (credits: George Eastman House, Rochester, New York (https://eastman.org/)

 

Maggio 1916. On every out-of-doors day – Kodak.

On every out-of-doors-day KODAK (1916)

On every out-of-doors-day KODAK, 1916. (credits: George Eastman House, Rochester, New York (https://eastman.org/)

 

Maggio 1917. Keep a Kodak story of the baby. (Questa locandina pubblicizza un particolare modello di Kodak, la “Autographic”. Questa macchina permetteva, dopo aver scattato la foto, di annotare sulla pellicola, tramite una penna apposita, alcuni dati per ricordarsi quando, dove, in che occasione la fotografia era stata “presa”, NdA). Questa era la didascalia: «And, along with it, written on the film at the time, keep the dates and titles. How old was Baby when it was taken? Such records mean a great deal when baby has begun outgrowing baby ways and time has begun playing tricks with memory…».

Keep a Kodak Story of the Baby, Autographic (1917)

A Keep a Kodak Story of the Baby, Autographic, 1917. (credits: George Eastman House, Rochester, New York (https://eastman.org/)

 

Aprile 1918. The Kodak letter. World War I and with star in window and mother and child reading a letter from father at war. «La dispersione geografica dei parenti esige più che mai il rafforzamento periodico dei legami di parentela, che la fotografia realizza meglio del semplice scambio epistolare» (Pierre Bourdieu).

A letter from father at war (1918)

A letter from father at war, 1918. (credits: George Eastman House, Rochester, New York (https://eastman.org/)

 

Luglio 1925. Kodak as you go. Nella didascalia di questa seconda immagine di Fotografia di/in viaggio troviamo in più, rispetto alla precedente, la possibilità, grazie alla già menzionata Autographic, di inserire una didascalia: «The most precious moment of any trip are the Kodak pictures you make. Again and again you’ll turn to them with ever-increasing pleasure. All Kodak are Autographic. You can date and title each exposure as you make it…» (corsivo mio).

Kodak as you go (1925)

Kodak as you go, 1925. (credits: George Eastman House, Rochester, New York (https://eastman.org/)

 

 

Bibliografia consigliata
Bourdieu Pierre (a cura di), La fotografia. Usi e funzioni sociali di un’arte media
, Guaraldi editore, Rimini 1972, (ristampato nel 2004).

 

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