SONY a6400: impressioni a lungo termine

28 Novembre 2019 - Categoria: Attrezzatura

Sono passati 7 mesi da quando ho acquistato la fotocamera Sony a6400: l’ho utilizzata in diverse situazioni, sia in ambito fotografico sia video. In questo articolo parlerò dell’idea che mi sono fatto utilizzandola nel lungo periodo.

Consigliare una fotocamera senza conoscere l’uso che se ne vuole fare e il livello al quale si vuole utilizzare non è mai semplice e la Sony Alpha 6400 non fa eccezione. Ci sono aspetti che ho apprezzato molto e altri meno. Nel complesso la trovo una buona macchina, adatta sia all’uso fotografico sia video, ma per sapere se può essere la fotocamera che fa per voi dovrete andare avanti nella lettura. Troverete anche qualche piccolo “trucchetto” per utilizzarla al meglio.

Sony a6400
Sony a6400

Design ed ergonomia

Il design non è accattivante come quello delle Olympus o delle Fuji, tuttavia le linee sono regolari e senza sporgenze. L’impugnatura non è troppo pronunciata ma proporzionata. Molto probabilmente alla maggior parte delle persone rimarrà il mignolo fuori dal grip: personalmente non l’ho trovata una sensazione così fastidiosa. Trattandosi di una fotocamera dalle dimensioni compatte qualcosa doveva essere sacrificato. In ogni caso, se la sporgenza del grip non è uno degli aspetti che ho trovato problematico, ciò a cui non riesco ad abituarmi nemmeno dopo diversi mesi è la posizione dei tasti posteriori: quando sto utilizzando la fotocamera con il mirino elettronico devo allontanare spesso il volto dal corpo macchina per cercare il bottone assegnato all’autofocus (AEL) o il tasto funzione (Fn). Inoltre, rispetto alle serie superiori, manca anche il comodissimo joystick.

Sony a6400 - Retro
Sony a6400 – Retro

Passando al fondello: la scheda di memoria SD è alloggiata nel vano batteria ma in una posizione poco felice: estrarre la scheda è davvero scomodo. La filettatura per il cavalletto è posta invece a metà del corpo, quindi è possibile sostituire la batteria o la scehda di memoria senza smontare la piastra dello sgangio rapido (almeno utilizzando le piastre più comuni).

Sony a6400 - Alloggiamento batteria e scheda di memoria SD
Sony a6400 – Alloggiamento batteria e scheda di memoria SD

Nonostante l’ergonomia non sia il massimo, il corpo macchina è leggero e compatto: la forma regolare lo rende pratico da inserire nello zaino o in una borsa fotografica con l’ottica smontata. Se poi si vogliono mantenere gli ingombri al minimo ma avere un’ottica zoom pancake standard, l’obiettivo E PZ 16-50 mm f/3,5-5,6 OSS venduto in kit può verificarsi un ottimo compromesso fra qualità e praticità. Come ho detto anche nel video con le prime impressioni: se siete interessati al 16-50 mm acquistatelo in kit perché comprato a parte ha un prezzo molto superiore che secondo me non vale.

Sensore e qualità d’immagine

La a6400 monta un sensore retroilluminato Sony di formato APS-C da 24 Mpxl che insieme all’elettronica fornisce immagini di buona qualità ma soprattutto molto flessibili. Le immagini che produce, pur essendo molto buone, non sono forse le più pulite che si possano avere: ma quando si vanno a lavorare e soprattutto a strapazzare i file il vantaggio competitivo si apprezza. In ogni caso stiamo parlando di file adatti alla maggior parte delle esigenze, sia in termini qualitativi sia come dimensioni.

Autofocus

Sull’autofocus c’è poco da dire, è uno dei principali motivi per cui si acquista una fotocamera Sony. Funziona egregiamente. L’autofocus continuo in video con riconoscimento dei volti è affidabile e costante ed è uno degli aspetti su cui non ho mai riscontrato problemi. Il comparto della focheggiatura automatica offre inoltre svariate possibilità di personalizzazione per adattarsi alle differenti esigenze degli utenti. Inoltre, fra aggiornamenti firmware, tasti funzione personalizzabili e bottone dedicato sulle ottiche che lo prevedono, il passaggio da una modalità di AF all’altra è semplificato. Insomma, sotto questo aspetto le Sony sono blindate.

Manual Focus

Lo avevo già sperimentato con la Sony a7RIII: l’uso della focheggiatura manuale con le Sony non è l’esperienza più appagante del mondo. Da una parte la risoluzione dello schermo e la funzionalità di ingrandimento dell’area di fuoco non continua (si possono selezionare solo due step: 5,9x e 11,7x) non agevolano l’operazione. Dall’altra, utilizzando anche ottiche Sony come l’eccellente 90 mm macro, che dovrebbe essere particolarmente preciso sotto questo aspetto, abbiamo una risposta da parte dell’elettronica legata al meccanismo del focus by wire che non offre la precisione ricercata. Per fortuna con l’AF hanno fatto un lavoro ottimo e quindi, anche nello still-life, ho iniziato a fare affidamento su quello.

Schermo orientabile

Quando stavo per acquistare la Sony a6400 sono stato molto indeciso se scegliere questo modello come secondo corpo da affiancare alla Sony a7RIII, oppure optare per la meno recente ma stabilizzata a6500. I motivi che mi hanno fatto preferire la a6400 sono stati il nuovo modulo autofocus e lo schermo ribaltabile in avanti. Venendo da una Panasonic GH5, con uno schermo articolabile in tutte le direzioni, non mi andava di tornare a un lcd orientabile solo in alto o in basso e in modo limitato. Quello della a6400, pur non essendo versatile come quello della GH5, si può ribaltare completamente in avanti e ciò rende possibile riprendersi avendo la certezza di essere dentro l’inquadratura, potendo verificare in ogni momento le impostazioni dei vari settaggi e che l’AF stia funzionando in modo corretto .

Sony a6400 - Schermo ribaltabile
Sony a6400 – Schermo ribaltabile

Sony ha mantenuto lo schermo ribaltabile anche sulle ultime due nate della serie a6X00: la a6100 e la a6600.

Perché su una Sony è così importante avere uno schermo ribaltabile per riprendersi

Ne ho già parlato in un video, ma solo in questi giorni ho trovato un’informazione che ancora mi mancava. Quando si connette lo smartphone alla fotocamera in modalità wireless (con l’app ufficiale Imaging Edge per esempio) per usare il display del telefono come monitor esterno, ciò che andiamo a perdere è l’AF continuo sul volto. Lo stesso avevo notato accadere quando si usa un monitor esterno connesso via HDMI. Ciò che ho scoperto recentemente è che l’unico modo per mantenere l’AF sul volto attivo e collegare un monitor esterno via HDMI è che il monitor esterno possa anche registrare il flusso video. Se la registrazione non avviene internamente alla fotocamera ma nel monitor esterno allora l’AF continuo sul volto in ripresa video viene mantenuto. Questa soluzione però non è economica e chi compra una fotocamera della fascia di una a6400 non possiede necessariamente un monitor esterno in grado di registrare anche il flusso video, quindi lo schermo ribaltabile è davvero importante.

Batterie

Le batterie sono il mio unico vero motivo di astio verso la a6400, tanto che avevo pensato a una permuta con la a6600 solamente per questo motivo. Avendo una a7RIII come corpo principale potrei smettere di portarmi dietro due set diversi di batterie e due caricabatterie, nonché non avrei sempre il pensiero della batteria che si esaurisce troppo in fretta. Certo, il costo della a6600, pur permutando la mia a6400, mi fa titubare sul passaggio.

La durata delle batterie va a condizionare anche l’utilizzo prolungato in video.

Video

Mi aggancio all’argomento batterie per iniziare a parlare di video. La a6400 è una delle prime fotocamera a cui è stato rimosso il limite di registrazione continuativa a 29 minuti. Potete, teoricamente, registrare fino a che la batteria non è scarica (o la scheda di memoria piena) perché sono stati per lo più risolti anche i problemi di overheating (surriscaldamento). Peccato che le batterie non permettano lunghe sessioni di registrazione, magari in 4K e con AF continuo attivo.

Veniamo alle altre limitazioni: i file che produce sono a 8 bit, anche l’uscita HDMI lo è, quindi anche utilizzando un registratore esterno più performante tale limite non è superabile. E ciò non vale solo per la a6400 ma per tutte le fotocamere Sony. Il bitrate massimo, anche per i file in 4K, è di 100 Mb/s e il sottocampionamento del colore 4:2:0.

A questo punto però c’è da porsi una domanda, che è la stessa che consiglio di farsi leggendo ogni passaggio di questo articolo: ma tali limitazioni sono un problema per quello che devo fare? Se non vi siete mai posti i problemi delle specifiche citate allora quelle limitazioni probabilmente non influiranno sull’impiego che dovete fare della fotocamera.

Per esempio, se il media di riferimento per la pubblicazione dei video sono piatteforme come YouTube e simili, la a6400 andrà benissimo, anzi, potrà essere adatta anche a un utilizzo un po’ più esigente. Per l’uso video che ne ho fatto in questi mesi non ho trovato alcuna situazione che ne mettesse in evidenza i limiti. Anzi, se da una parte abbiamo queste specifiche che non sono da primato, dall’altra, con ben meno di mille euro per il solo corpo, abbiamo una fotocamera che può registrare con profilo LOG.

S-Log2, S-Log3, HLG

La Sony a6400 può registrare con i profili S-Log2, S-Log3 e HLG. In modalità S-Log tra l’altro la soglia minima di sensibilità che per le altre fotocamere è 800 ISO, nella a6400 è stato portato a 500 ISO, con vantaggi in termini di rumore e maggiore flessibilità di impiego. Registrare con questi profili, quando necessario, permette di sfruttare fino a 14 stop di gamma dinamica. Di contro abbiamo dei file da postprodurre e gestire i profili Log di Sony non è la cosa più semplice al mondo, per lo meno se lo scopo è quello di riprodurre una situazione realistica. Sony non aiuta molto in questo senso perché non fornisce una LUT utile per riportare il LOG allo standard REC709 o 2020. Si trovano molte LUT di terze parti ma la cosa non è lo stesso semplice se non si ha esperienza.

Nel video linkato in fondo alla pagina trovate questa e altre immagini di esempio a dimensioni maggiori.

Il profilo HLG (Hybrid Log Gamma) può essere un compromesso in situazione in cui i profili standard non sono sufficienti ma i profili S-LOG sono eccesivi o problematici da usare. L’HLG dà una risposta inferiore in termini di gamma dinamica ma è meno grezzo seppur non immediato da postprodurre. Inoltre, utilizzando questo profilo, il tracking dell’AF sembra funzionare meglio rispetto all’uso in LOG, ma è un’impressione, non una comunicazione ufficiale di Sony.

Effetto Rolling Shutter e Vlogging

L’effetto Rolling Shutter, soprattutto in 4K, è abbastanza pronunciato, ma questa non è una novità fra le Sony. L’uso di ottiche stabilizzate peggiora forse la situazione se si fanno spostamenti veloci della fotocamera. Non la vedo perciò come la fotocamera migliore per vloggare in movimento. In questo ambito la mia esperienza è scarsa, quindi magari la pratica e una buona tecnica possono mitigare i difetti, ma per lunghe sessioni di vlogging in continuo movimento forse non è il massimo. Se invece si tiene la fotocamera ferma, anche a mano libera, lo stabilizzatore delle ottiche è efficace, soprattutto in uso fotografico.

Obiettivo Kit 16-50 mm f/3,5-5,6 OSS

L’ottica fornita in kit la considero un ottimo affare, acquistandola insieme alla fotocamera alza il prezzo di circa cento euro e dà la possibilità di scattare da subito nella maggior parte delle situazioni senza spendere cifre astronomiche. Non si tratta di un’ottica professionale, ma come ottica kit è più che onesta. Credo ci sia una variabilità alta fra esemplari perché oltre ad averla sentita nominare non troppo bene, un altro esemplare che ho avuto in precedenza aveva una resa peggiore. Il modello che possiedo ora devo dire che è ottimo.

Il Sony 16-50 mm f/3,5-5.6 stabilizzato è uno zoom pancake motorizzato che funziona bene sia per foto sia in video. Con la a6400 è l’ottica che ho usato di più sia quando mi porto la fotocamera a “passeggio” sia quando mi riprendo in video. La sola cosa che non mi piace di quest’ottica è che se la fotocamera si spegne (o va in standby) l’obiettivo si ritrae non tenendo memoria della focale, obbligando a ricomporre. Per il resto, con i limiti della classe di prodotto, trovo che si comporti bene.

Conclusioni

L’idea che mi sono fatto della a6400, ma che vale più in generale per tutte le fotocamere della serie a6X00, è che Sony non ha ancora una linea di fotocamera APS-C professionali. Per lo meno da un anno e mezzo si leggono rumors dell’imminente presentazione di una fotocamera APS-C di fascia alta, con design completamente differente, molto più simile a quello della serie 7, ma tuttora non si è visto nulla che vi si avvicini. Le stesse neonate a6100 e a6600 non sono fotocamere innovative: il nucleo è quello della a6400. La a6600 è stabilizzata e utilizza le batterie più potenti, quelle delle nuove serie 7 e ha l’AF continuo sull’occhio anche in video, ma il cuore è quello della 6400.

La a6400 è una fotocamera adatta all’uso ibrido (foto e video), ma ha delle limitazioni. Limitazioni che non sono necessariamente un problema, tutto dipende dall’uso che se ne vuole fare. Compresi i suoi limiti la a6400 resta una fotocamera che mi sento di consigliare, in grado di offrire immagini e video di buona qualità e performance generali elevate, a patto di non essere messa sotto stress.

Se si decide di prendere una a6400 come secondo corpo, come backup di una serie a7 o a9, bisogna essere consapevoli che non potrà essere una sostituta valida se dobbiamo metterla troppo sotto stress, utilizzandola per lunghi periodi senza darle tregua. Per il tipo principale di fotografia che faccio non si tratta di un problema: scatto per lo più immagini singole e con calma. E quando voglio uscire con un setup più leggero e meno impegnativo, anche in termini di valore economico, diventa una macchina ottima che ho apprezzato a pieno.

I problemi li ho avuti durante cerimonie o situazioni che richiedevano una presenza più costante e affidabile. In più situazioni l’elettronica è andata in crisi: da quando l’AF del Sony 24-70/2.8 G Master ha smesso di comunicare con la fotocamera all’interno di una chiesa alle volte in cui l’elettronica è andata completamente in blocco per diversi secondi. La fotocamera non è così veloce a livello operativo e di trasferimento e memorizzazione dei file e i comandi non rispondono in maniera abbastanza pronta se la situazione richiede grande tempismo. Una risposta non immediata porta a volte a premere nuovamente uno stesso tasto o a ruotare una ghiera che, essendo già stati premuti in precedenza, con una successiva pressione vanno ad attivare altre funzioni non richieste.

I limiti poi sono quelli in video: non solo per un tipo di file sottodimensionati rispetto allo standard della concorrenza nel 2019, ma anche perché le batterie sono sempre il tallone d’Achille di questa serie (fa eccezione solo la a6600).

A questo punto, consapevoli dei pro (ottima qualità d’immagine, AF eccezionale, alte prestazioni genearali, compattezza) e dei contro (possibile inaffidabilità quando eccessivamente sotto stress), credo abbiate più elementi per decidere se si tratta della fotocamera adatta a voi.

Nel caso in cui decidiate di acquistare questa fotocamera o altra attrezzatura citata nell’articolo (e non) su Amazon.it , se raggiungete il sito Amazon cliccando su uno dei link di colore arancione presenti in questo articolo io percepisco una piccola percentuale sul Vs. acquisto, senza che la Vs. spesa aumenti in alcun modo. Scrivere articoli e pubblicare video richiede molto tempo e il sistema dell’affiliazione mi aiuta in questa attività senza gravare in alcun modo sulle finanze di chi farebbe comunque un acquisto. Detto questo, come ho detto altre volte, consiglio di verificare sempre se soluzioni alternative sono più convenienti di Amazon, siano essi negozi fisici o store online, non voglio pilotare in alcun modo le Vostre scelte. Grazie.

Sony a6400: è la fotocamera giusta per te? - Impressioni a lungo termine
VIDEO: Sony a6400: è la fotocamera giusta per te? – Impressioni a lungo termine
Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  


Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami di