Quali sono i costi di fotografare in pellicola e in digitale

22 giugno 2018 - Categoria: Tecnica

Era l’estate del 2004 o del 2005 e durante un’escursione in montagna sentii un uomo dire alla moglie di non limitarsi nello scattare fotografie, tanto quelle digitali non costavano nulla.
Aveva ragione? È proprio vero che scattare in digitale “non costa nulla”? E rispetto alla pellicola? Come sono cambiati i costi?

Parlando di costi del digitale e della pellicola bisogna distinguere fra costi legati allo scatto e quelli relativi al mantenimento dell’attrezzatura.

 

Pellicola, quanto costi?

I costi della pellicola sono dati dall’acquisto, dallo sviluppo e dalla conservazione. A questi si aggiunge la scansione se si vuole una copia digitale dello scatto per archiviarlo, postprodurlo in “camera chiara” o pubblicarlo su web.

 

Tipi di pellicole e costi

Quando parliamo di fotografia in pellicola parliamo di negativi in bianco e nero, a colori e di diapositive (per lo più a colori).

 

Da sinistra: pellicola negativa B/N, negativa a colori, diapositiva a colori

Da sinistra: pellicola negativa B/N, negativa a colori, diapositiva a colori.

 

Un rullino da 36 pose di pellicola negativa in bianco e nero formato 35 mm (135) costa dagli 8 ai 15 euro, uno a colori costa leggermente meno, mentre un rullino di pellicola diapositiva dai 15 ai 25 €. I prezzi sono indicativi e si riferiscono all’acquisto di un singolo rullino.

 

Sviluppo

Lo sviluppo presso un laboratorio professionale incide non poco: servono 8,50 € per un rullino di pellicola negativa in bianco e nero, 7,50 € per i negativi a colori (procedimento C41) e 11 € per le diapositive (procedimento E6) più 2 € per l’intelaiatura.

I prezzi che ho indicato (aggiornati a giugno 2018) sono quelli praticati da un laboratorio fiorentino da cui mi servivo. Lo sviluppo è una fase molto delicata e se non è fatto bene può pregiudicare tutto il lavoro, per cui consiglio di affidarsi a laboratori professionali.

 

Conservazione

Esistono appositi raccoglitori per conservare negativi e diapositive e serve spazio in un luogo relativamente fresco, asciutto e al riparo dalla luce. Lo spazio necessario per l’archiviazione aumenterà proporzionalmente a quanto si fotografa e non è un aspetto da sottovalutare.

 

Scansione

Digitalizzare le pellicole non è obbligatorio, ma chi si avvicina oggi alla pellicola, molto probabilmente, vorrà acquisire gli scatti per visionarli o elaborarli sul computer.

Sono molte le aziende e i laboratori che offrono un servizio di scansione. I prezzi variano a seconda del servizio e della qualità del procedimento: si parte da pochi centesimi di euro fino a circa 20 € o poco più a singolo fotogramma.

L’alternativa è comprare uno scanner e digitalizzare da soli gli scatti: su questo punto rimando ad altri miei articoli.

> Digitalizzare negativi e diapositive (parte 1): scanner dedicati
> Digitalizzare negativi e diapositive (parte 2): scanner piani per pellicole

> Plustek OpticFilm 8200i: scanner per pellicole [recensione] (parte 1)
> Plustek OpticFilm 8200i: scanner per pellicole [recensione] (parte 2)

 

Costi del digitale: occulti ma non troppo

“Scattare in digitale non costa nulla” è un’affermazione che andrebbe quantomeno ponderata: vediamo quali sono i costi dello scatto digitale.

Schede di memoria

Le schede di memoria (standard) sono sempre più economiche: una SD SanDisk Extreme da 32 GB, classe 10 ha ormai un prezzo veramente ridotto e può contenere circa 4.500 JPG da 16 MPx (ma molti meno RAW).

 

Scheda di memoria di tipo SD

Scheda di memoria di tipo SD.

I costi delle schede ultraveloci sono invece alti: a seconda della dimensione e della velocità, costano fra i 100 e i 600 € circa.

 

Archiviazione

L’archiviazione è un costo sottovalutato anche se per un’attività di scatto non professionale non è una spesa così alta. Ho già parlato delle possibili soluzioni per l’archiviazione nell’articolo Backup: hard disk esterni, soluzioni cloud e… e di quali sono i formati da preferire in Quale formato scegliere per archiviare i file fotografici (RAW, TIFF, JPEG).

Sensori con un numero elevato di pixel producono file di dimensioni sempre maggiori e i file postprodotti e salvati in TIFF occupano ancora più spazio. Se da una parte è vero che i dischi di memoria non costano così tanto, dall’altra in digitale si tende a scattare molto di più (“perché non costa nulla”) e a fare meno selezione. In questo modo si va a occupare molto spazio inutilmente. Io stesso mi trovo a non avere tempo di elaborare tutti gli scatti non lavorativi e finisco per archiviarli con il buon proposito di guardarli prima o poi.

Se a questo aggiungiamo che sarebbe opportuno fare una doppia copia di ogni file su dispositivi diversi, i costi raddoppiano. Comunque, a patto di non comprare dischi a stato solido (SSD), due hard disk classici da 1TB USB 3.0 si portano a casa con circa 100 € (link Amazon) e prima di esaurire lo spazio al loro interno serve un bel po’ di tempo.

 

Disco esterno Toshiba 1TB USB 3 2,5"

Disco esterno Toshiba 1TB USB 3 2,5″.

 

Da quanto detto finora, nonostante sia ormai chiaro che anche il digitale ha i suoi costi, difficilmente si può dire che siano superiori a quelli della pellicola, ma se guardiamo al quadro più ampio…

 

Spese per dell’attrezzatura

I corpi macchina a pellicola erano poco sensibili all’obsolescenza; le fotocamere digitali hanno invece un ciclo di vita più breve e una rapida svalutazione economica nel tempo.
Inoltre, acquistare un modello di fotocamera digitale più recente e performante, che produce file di dimensioni maggiori, richiede maggiori risorse per l’elaborazione (computer più potenti) e più spazio di archiviazione (su memorie e servizi cloud). Insomma, le voci di costo più rilevanti del digitale non sono quelle legate allo scatto.

 

Conclusione

Personalmente non tornerei mai alla pellicola, soprattutto per lavorare, ma se consideriamo l’impatto sul lungo periodo è facile vedere che i costi del digitale sono reali e non sono nemmeno così bassi. Dire che scattare in digitale è molto più economico che scattare in pellicola non è del tutto corretto.

Ho trattato l’argomento senza entrare nel dettaglio: ovviamente il numero di foto scattate e la destinazione (amatoriale o professionale) incidono sui calcoli. Così come incide il tipo di fotografia a pellicola praticata: i processi di sviluppo (e stampa) della pellicola in bianco e nero possono essere gestiti anche in casa. Scattare e sviluppare con regolarità può far risparmiare notevole sui liquidi per il trattamento.

Come nota finale aggiungerei che in digitale si tendono a fare molti più scatti, visto che si possono cancellare se non ci soddisfano, ma questa selezione si paga in termini di tempo.

 

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami di