Panasonic Lumix GX880: non solo selfie (recensione)

15 Ottobre 2020 - Categoria: Attrezzatura

La Panasonic Lumix GX880 è una fotocamera ultracompatta a ottiche intercambiabili con sensore micro4/3 da 16 megapixel. Insieme all’obiettivo kit, lo zoom pancake stabilizzato Lumix G Vario 12-32 mm f/3.5-5.6 (24-64 mm equivalente, in termini di angolo di campo, sul formato 35 mm), è un’accoppiata difficile da battere in termini di portabilità.

La GX880 è il modello più economico della serie Lumix (prezzo Amazon) e viene pubblicizzato come una macchina “da fashion blogger” per creare contenuti per i social e il web. Però, questa classificazione è estremamente riduttiva.

Panasonic Lumix GX880 (livrea nera))
Panasonic Lumix GX880 (livrea nera)

Dotazione a corredo

Nella confezione troviamo:

  • la tracolla
  • la batteria, il caricabatterie e il cavo USB per la ricarica all’interno della fotocamera
  • l’obiettivo kit

Dimensioni, design ed ergonomia

Le dimensioni sono davvero ridotte 106 x 65 x 33 mm circa (L x A x P) e il peso del corpo con la batteria e la scheda di memoria è di soli 270 g (337 g con l’ottica kit 12-32 mm). Non so quanto i numeri rendano l’idea ma fotocamera e obiettivo sono realmente tascabili.

Il design è semplice, elegante e funzionale: la piccola sporgenza anteriore facilita la presa su un corpo altrimenti privo di appigli rilevanti (il grip posteriore per il pollice non fa sentire molto la sua presenza). Gli spazi sono sfruttati al meglio: la dotazione di leve, ghiere e bottoni è poco più che minimale ma sufficiente per facilitarne l’uso. Il display posteriore, ampio e con un touch eccellente, va a supplire la mancanza di alcuni controlli fisici.

A livello ergonomico il primo impatto è stato deludente: dopo alcuni minuti passati a impostare la fotocamera ho iniziato a sentire la mano destra indolenzita. Ciò mi aveva preoccupato pensando che l’esperienza d’uso sarebbe stata una sofferenza.

In fase di utilizzo, invece, questa sensazione di scomodità non si è mai presentata, però coloro che hanno mani grandi potrebbero trovare qualche difficoltà nell’impugnarla e nell’utilizzarla: la portabilità ha i suoi pro e i suoi contro.

Panasonic Lumix GX880 (dorso)
Panasonic Lumix GX880 (dorso)

Comandi

Lo spazio, seppur minimo, è sfruttato al meglio: i comandi fisici non sono molti se paragoniamo la Lumix GX880 ai modelli di fascia più alta, ma personalizzando i tasti funzione, sfruttando il Quick Menu e il touch screen l’utilizzo diventa abbastanza rapido. Oltre ai tre tasti funzione personalizzabili (uno dei quali però consiglio di lasciarlo assegnato al Quick Menu), sul dorso troviamo una ghiera che funge anche da selettore a 4 vie e permette l’accesso diretto a quattro funzionalità.

Sempre sul dorso troviamo il bottone “DISP” (per variare la modalità di visualizzazione dell’immagine sul display), il tasto “PLAY” (per la riproduzione di foto e filmati) e, al centro della ghiera, un bottone per entrare nel menu completo.

Panasonic Lumix GX880 (parte superiore)
Panasonic Lumix GX880 (parte superiore)

La ghiera per la selezione della modalità di scatto riporta diverse impostazioni automatizzate e le quattro modalità PASM (Program, priorità di diaframmi, priorità di tempi e manuale); manca però la modalità video dedicata.

Display e mirino

Buona parte del lato posteriore è occupata dal display da 3” ribaltabile in avanti. Il mirino ottico è assente, come accade anche nei modelli più compatti della concorrenza quando le dimensioni diventano tali da richiederne l’eliminazione per questioni di spazio e design.

Da diversi anni sono abituato a usare quasi esclusivamente lo schermo posteriore, ma nonostante questo, in situazioni di forte luce in esterni ho portato più volte la fotocamera all’occhio nel tentativo di guardare attraverso l’oculare. Abitudini a parte, non ho avuto problemi a fotografare con il display della GX880 e, sebbene l’unico movimento possibile sia il ribaltamento in avanti per agevolare i selfie, questo grado di libertà del display è comodo per fotografare con la fotocamera tenuta più bassa rispetto al volto.

Panasonic Lumix GX880 (scheda di memoria e batteria)
Panasonic Lumix GX880 (scheda di memoria e batteria)

Connessioni, scheda di memoria, touch screen

A livello di interfaccia, oltre all’immancabile Wi-Fi che consente anche la connessone della fotocamera con lo smartphone attraverso l’app di Panasonic, troviamo l’uscita HDMI (che però non sembra compatibile con i monitor esterni) e una porta USB. Quest’ultima è necessaria anche per ricaricare la batteria. Nota: questo modello non può essere utilizzato mentre la batteria è in carica.

Panasonic Lumix GX880 (connettori)
Panasonic Lumix GX880 (connettori)

La scheda di memoria è di tipo micro-SD (trans flash): scelta progettuale atta a ridurre ulteriormente la componentistica. Estrarre le normali SD dal vano batteria posto sul fondo non è praticissimo e una micro-SD non facilita certo il compito, ma nell’ottica della compattezza è una scelta funzionale.

Il touch screen delle Panasonic Lumix è uno dei migliori che si possano trovare su una fotocamera digitale: sembra di usare uno smartphone. Su un modello come questo, dove sono presenti un numero minore di comandi fisici rispetto ad altri modelli, avere un’interfaccia virtuale efficiente è fondamentale. Il touch permette di navigare rapidamente e in modo non sequenziale fra le impostazioni.

Stabilizzazione

Il sensore non è stabilizzato. La stabilizzazione è uno dei punti di forza di Panasonic e i modelli privi di stabilizzazione interna si contano sulla punta delle dita: la GX880 è uno di questi.

In ogni caso, alcune ottiche come il Lumix G 12-32 mm sono stabilizzate e sopperiscono in parte a questa mancanza.

Qualità d’immagine

Il sensore da 16 megapixel, a mio parere, costituisce una scelta ancora azzeccata per una fotocamera con sensore micro4/3.

A livello di qualità i file forniti sono degni: ho utilizzato la fotocamera sia con ottiche più economiche sia con il Leica 12 mm f/1.4: la differenza la fanno principalmente le ottiche. Non sto dicendo che l’obiettivo kit e il Lumix G 14 mm f/2.5 pancake non vadano bene, al centro sono entrambe nitide anche a tutta apertura, ma questo per sottolineare che i sensori moderni sono praticamente tutti di buon livello: la differenza maggiore la fanno gli obiettivi.

Lumix GX880 + 14 mm f/2.5 @5.6 (scatto test)
Lumix GX880 + 14 mm f/2.5 @5.6 (scatto test)
Lumix GX880 + 14 mm f/2.5 @5.6 (particolare al 100%)
Lumix GX880 + 14 mm f/2.5 @5.6 (particolare al 100%)

Detto questo, i file della GX880 non sono male pur non essendo certo i file prodotti dalla Lumix G9, ma non credo che nessuno si stupisca di questo.

Rumore digitale

Se fotografiamo in situazione di luce abbondante, il rumore digitale non fa sentire particolarmente la sua presenza ed è eliminabile senza troppe problematiche anche alle sensibilità più alte (fino a 3200 ISO, per lo meno scattando in RAW ed eliminando il rumore in postproduzione).

Nella pratica, dopo gli 800 ISO il rumore diventa più evidente ma la fotocamera resta utilizzabile fino a una sensibilità massima di 3200 ISO (e anche di 6400 in situazioni di emergenza, consapevoli però di perdere molto dettaglio).

Rumore digitale (RAW senza riduzione, particolari al 100%)
Rumore digitale, file RAW (particolari al 100%) – Nessuna riduzione applicata – Cliccare per ingrandire

Il mio consiglio è di restare comunque sotto i 2000 ISO e di privilegiare lo scatto in RAW, per lo meno alle sensibilità più alte.

Jpeg diretti

I JPEG diretti sono onesti, ma preciso che non ho approfondito questo aspetto visto che li uso solamente come backup dei RAW, senza variare le impostazioni di fabbrica.

JPEG diretto (profilo standard, impostazioni di fabbrica)
JPEG diretto (profilo standard, impostazioni di fabbrica)

Utilizzando il profilo standard l’aspetto delle immagini non risulta carico, anzi, è un po’ sottotono. Il mio consiglio, per coloro che volessero usare i JPEG diretti, è quello di entrare nel menu di personalizzazione del singolo profilo e trovare i propri settaggi, iniziando con la diminuzione dei valori di default di nitidezza e riduzione del rumore. L’aumento della nitidezza e una ulteriore riduzione del rumore possono essere effettuati con una postproduzione minima, ma se si parte da un file già compromesso resta poco da fare.

Autofocus e messa a fuoco manuale

L’autofocus è veloce e preciso, manca la possibilità di impostare il riconoscimento del volto anche in modalità “animali” ma per il resto sono presenti le stesse modalità proprie delle altre Lumix.

Quando la modalità di focheggiatura automatica è impostata su ampia si attivano le 49 aree di rilevamento.

Il fuoco manuale presenta le stesse caratteristiche delle altre Lumix, con qualche piccola limitazione sull’ingrandimento dell’assistente di fuoco, ma data la poca rilevanza di questa differenza non ha nemmeno molto senso citarla.

Sono presenti sia il focus peaking (evidenziazione) sia l’ingrandimento dell’area selezionata per la messa a fuoco. L’ingrandimento può avvenire in modalità piena (sfruttando tutto il display) o in modalità PiP (riquadro), per mantenere un riferimento rispetto alle aree circostanti.

L’ottica kit 12-32 mm non ha la ghiera della messa a fuoco manuale: ma è possibile utilizzare il controllo elettronico della messa fuoco (manuale) attraverso la fotocamera.

Ripresa video

La Lumix GX880 può riprendere video anche in 4K a 24/25/30p e i profili di ripresa selezionabili sono un sottoinsieme di quelli base comuni alle altre Panasonic.

Ho fatto una brevissima prova di ripresa e se dovessi dare un giudizio secco, ma non troppo approfondito, direi che il video non è una funzionalità in cui eccelle. Non mi riferisco tanto al file quanto al fatto che manca una modalità video dedicata. Nelle poche (e sottolineo poche) prove che ho eseguito: quando avevo l’app connessa dopo poco la fotocamera ha iniziato a rispondere in modo inappropriato. Ma anche dopo aver scollegato il telefono, forse per la poca pratica con la fotocamera, l’esperienza non mi ha soddisfatto.

Esperienza d’uso

A mio parere, definire la Panasonic Lumix GX880 una fotocamera da selfie è estremamente riduttivo. Trovo più corretto identificarla come una compatta a ottiche intercambiabili. La dotazione di funzionalità è abbastanza completa, permette di scattare con i principali automatismi e anche in manuale, produce file degni e i RAW sono dettagliati e lavorabili.

Mancano alcuni comandi fisici ma, dopo averci preso un po’ la mano, l’utilizzo del display touch rende l’operatività veloce. Ai tre tasti funzione personalizzabili posti sul corpo se ne affiancano altri cinque virtuali che, insieme al Quick Menu e alla possibilità di agire sulle impostazioni tramite un singolo tocco del display, consentono di accedere rapidamente ai settaggi.

LUMIX GX880 - Scatto al volo a mano libera con l'ottica kit (1000 ISO)
Lumix GX880 – Scatto al volo a mano libera con l’ottica kit (1000 ISO)

Le dimensioni estremamente ridotte sono la cifra caratteristica della GX880 che, con un’ottica di piccole dimensioni, entra praticamente in tasca.

Certo, se si hanno mani grandi l’esperienza d’uso potrebbe non essere ottimale. Personalmente mi sono trovato bene e l’ho utilizzata anche con il Leica 12 mm f/1.4, obiettivo più abbondante del 12-32 kit o del 14 mm f/2.5 pancake.

A chi consiglio questa fotocamera

Sicuramente la consiglio a chi vuole avvicinarsi alla fotografia: si tratta di un corpo macchina entry level con funzionalità complete che impiega ottiche riutilizzabili nel momento in cui si decidesse di fare un upgrade del corpo macchina.

Anche il prezzo è pienamente entry e l’obiettivo kit 12-32 mm (24-64 equivalenti come angolo di campo sul sistema full frame) è adatto a sperimentare vari generi fotografici.

La trovo adatta a chi scatta in viaggio o in vacanza o durante attività escursionistica e non vuole sacrificare la qualità delle immagini in favore della portabilità.

È una fotocamera che dà soddisfazione anche ai non principianti che cercano uno strumento tascabile, versatile e in grado di produrre buone immagini da portare sempre con sé.

Non la indicherei come corpo principale a un amatore evoluto, ma questo solo perché chi ha già una certa esperienza cerca una macchina con caratteristiche più complete. Però, l’amatore evoluto che magari ha già un corredo micro4/3 la potrebbe prendere in considerazione come secondo corpo ultracompatto.

Generi fotografici/principali impieghi

  • Escursionismo
  • Foto di famiglia
  • Viaggio/Turismo
  • Fotografia occasionale
  • Street

Conclusioni

Nel complesso, la GX880 è l’ennesima dimostrazione che la maggior parte delle moderne fotocamere funzionano bene e che non bisogna spendere per forza migliaia di euro per acquistare l’ultimo modello per divertirsi e portare a casa buoni scatti.

Una fotocamera che si può portare sempre con sé, senza soffrirne il peso o l’ingombro, può fare la differenza fra scattare o meno una fotografia.

Prezzo

La Panasonic Lumix GX880 insieme all’obiettivo kit 12-32 mm f/3.5-5.6 si trova su Amazon.it a un prezzo che oscilla fra i 350 e i 450 € (clicca qui per vedere il prezzo aggiornato), spesa che non sarebbe sufficiente né per acquistare una compatta evoluta né per una compatta con sensore di dimensioni uguali o maggiori di quello di questa micro4/3.

Considerando che stiamo parlando di una mirrorless con funzionalità abbastanza complete ed evolute e che produce buoni file d’immagine mi sembra un’opzione da tenere in considerazione.

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