Panasonic Lumix GH5: impressioni a lungo termine

12 Marzo 2019 - Categoria: Attrezzatura

È passato più di un anno da quando la Panasonic Lumix GH5 è entrata a far parte della mia attrezzatura e voglio finalmente raccontare le mie impressioni su questa fotocamera.

Panasonic Lumix GH5 - video
Panasonic Lumix GH5 – video

Panoramica

La Panasonic Lumix GH5 è una fotocamera prodotta dal 2017 e fa parte del sistema micro4/3. Il sensore misura 17,3×13 mm e può utilizzare, senza bisogno di adattatori, le ottiche Olympus e Panasonic (-Leica) native per il formato micro4/3.

Ha un sensore da 20 Mpx e, insieme alla Lumix GH5s e G9, si colloca nella fascia alta dei corpi macchina Panasonic. Fra questi tre modelli, la GH5 è quello con caratteristiche più equilibrate in termini di prestazioni fotografiche e video, anche se è soprattutto il comparto video a farne un prodotto amato da professionisti e non.

Le specifiche sono di tutto rispetto: corpo tropicalizzato in lega di magnesio, sincro flash a 1/250 s, raffica a circa 10 fps (20 utilizzando l’otturatore completamente elettronico), doppio slot per le schede di memoria… Insomma, inutile continuare l’elenco, non manca nulla.

Corpo, ergonomia e comandi

Il corpo solido e robusto e l’impugnatura generosa non fanno rimpiangere l’ergonomia di una reflex. Basta prenderla un attimo in mano per apprezzarne la qualità. I comandi, molteplici e personalizzabili, si trovano al posto giusto: la sensazione che ho avuto fin da subito è stata simile a quella di impugnare una Canon EOS 5D.

Il display, di ottima qualità, è articolato e orientabile in tutte le direzioni (anche in modalità “selfie/vlog”), inoltre è completamente touch, senza limitazioni. Anche il mirino elettronico (EVF) non delude.

Stabilizzazione

Quando si nomina la Panasonic GH5 non si può non parlare della stabilizzazione. La stabilizzazione interna (sul sensore) è a 5 assi e funziona in maniera eccellente. Quando si sente dire che durante le riprese video sembra di avere un gimbal non è un’esagerazione. Inoltre, dopo uno degli ultimi aggiornamenti firmware, è stata aggiunta una modalità (Video I.S.) pensata per quando si devono fare riprese a mano libera ma senza movimenti di macchina: i livelli di stabilizzazione raggiunti in questa modalità sono superlativi.

Ma non è finita qui: se si montano ottiche (principalmente Panasonic e Panasonic-Leica) dotate di stabilizzazione (O.S.), la fotocamera entra in modalità dual IS, combinando la stabilizzazione sul sensore a quella della lente: inutile spendere altre parole su quanto sia eccezionale questa funzionalità.

Interfaccia software

I menu sono articolati, con configurazioni separate per il comparto foto e video. Dopo molto tempo faccio ancora fatica a trovare alcuni settaggi che utilizzo meno, ma nel complesso le sezioni sono organizzate in modo decente considerando anche che le voci sono tante anche perché, soprattutto per quando riguarda la sezione video, alcune impostazioni sono pensate per un’utenza professionale.

Pulsanti personalizzabili

Oltre ai tasti funzione fisici, alle ghiere, al joystick è possibile configurare una quantità spropositata di tasti funzione virtuali: in totale (fra virtuali e non) mi pare che la cifra si attesti sui venti. Confesso che non ho nemmeno provato a configurare tutti quei tasti… non sarei mai riuscito a ricordare le varie funzioni assegnate. Piuttosto ho preferito personalizzare il quick menu e creare modalità di ripresa personalizzate (modalità C1, C2…).

Panasonic Lumix GH5 - comandi parte superiore
Panasonic Lumix GH5 – comandi parte superiore

Connettività

Oltre gli ormai onnipresenti Wi-Fi e Bluetooth abbiamo il doppio slot per schede SD, ognuno dei quali supporta le schede UHS-II, l’ingresso microfono, l’uscita per le cuffie, la porta HDMI (grande!), una USB-C non utilizzabile però per la ricarica, la porta per lo scatto remoto e quella per il sincro flash.

Panasonic Lumix GH5 - porte
Panasonic Lumix GH5 – porte

Punti di forza (video)

Come dicevo all’inizio, la Panasonic Lumix GH5 vorrebbe essere, fra le top di gamma Panasonic, quella con orientamento più equilibrato fra ripresa foto e video: in verità l’aspetto video è secondo me quello dove spicca maggiormente. Possibilità di ripresa in formato 4K fino a 60p in camera, registrazione di video a 10 bit con campionamento colore 4:2:2 in camera, ripresa (all intra) fino a 400 Mb/s in camera, slow motion in FHD fino a 180 fps (quindi rallentato di più di 7 volte su una ripresa a 24 fps). Se siete appassionati o professionisti che operano nel settore video non devo aggiungere altro per farvi aumentare la salivazione, soprattutto ricordando il prezzo (link Amazon.it) di questa fotocamera.

Da segnalare anche la possibilità di registrare con profilo logaritmico: è possibile attivare il V-Log L acquistando il pacchetto separatamente.

Punti di debolezza

Rumore

Arriviamo ai punti deboli di questo piccolo gioiello. Primo su tutti, un sensore di formato così ridotto, con questa tecnologia e con 20 Mpx al suo interno, non può sfuggire dalla “maledizione” delle micro4/3: il rumore digitale. In video, già superando la sensibilità di 800 ISO, il peggioramento è evidente, soprattutto se si registra in V-Log. Fotografando non andrei oltre i 3200 ISO, ma rimanere sui 1600 o meno sarebbe di gran lunga preferibile. Questo aspetto mi ha un po’ deluso perché usando anche sensori micro4/3 meno densi di pixel non mi sembrava che si comportassero così alle “alte” sensibilità. Oltre alla presenza di rumore e all’erosione di dettaglio, il recupero nelle zone in ombra è molto scarso.

Autofocus

L’altro punto debole è l’autofocus continuo in modalità video. Panasonic fece la scelta di non affiancare all’autofocus a contrasto quello a rilevamento di fase, ma decise di utilizzare una tecnologia chiamata DFD (Depth From Defocus). Non c’è bisogno credo che mi dilunghi su questo punto, sicuramente avrete già sentito parlar male abbastanza del comportamento dell’autofocus continuo in video della Lumix GH5.

Per me quello dell’autofocus è un problema marginale perché, a parte la comodità di usare l’AF quando riprendo me stesso, focheggio in manuale quindi fra i due punti di debolezza il rumore è quello che trovo maggiormente penalizzante.

Obiettivi

A livello di obiettivi, tra quelli Olympus e quelli Panasonic, la scelta è ampia e sia la qualità degli Zuiko sia quella dei Panasonic-Leica non è in discussione. Se vogliamo trovare delle lacune sul fronte ottiche possiamo notare la totale mancanza di obiettivi tilt&shift e una certa carenza di macro ai livelli di quelli prodotti da altri marchi (secondo me), seppur lo Zuiko 60 mm f/2,8 macro e il Panasonic-Leica 45 mm f/2,8 macro facciano il loro dovere. L’assenza di lenti T&S credo sia da imputare al fatto che chi fa architettura non è interessato, forse, a lavorare su formati così ridotti. Sul fronte macro non so bene cosa pensare: forse, per i produttori, il micro4/3 è stato considerato un formato più adatto a generi come reportage, viaggio e cerimonie e quindi non hanno voluto investire su ottiche più specialistiche come i macro.

Batterie

Le batterie durano abbastanza ma almeno una seconda batteria è d’obbligo, seppure averne tre dà maggiore tranquillità, sia in caso di sessioni impegnative sia se ci dimentichiamo di caricarne una visto che i tempi di ricarica sono lunghi. Per contenere i costi ho scelto di comprare questo kit di batterie Patona Premium con caricabatterie. Dopo un uso intenso in più di 12 mesi le batterie non originali si sono guadagnate i gradi sul campo: una funziona ancora perfettamente, al pari se non leggermente meglio di quella originale, l’altra ha perso qualcosa, ma la durata è ancora più che accettabile.

Esperienza d’uso

Ma l’aspetto più importante di tutti: come mi sono trovato a lavorare con la Panasonic Lumix GH5.

Diciamo che nella maggior parte delle situazioni che affronto normalmente sono sempre stato in grado di portare a casa il lavoro. A volte però la scarsa possibilità di recuperare dettagli nelle ombre e un numero di megapixel non sufficiente a effettuare ritagli importanti sono stati un limite. Motivo per cui, recentemente, ho affiancato alla GH5 una fotocamera full frame con sensore da 42 Mpx. Sottolineo “affiancato” perché la Panasonic GH5 continuerà a restare con me, almeno per ora.

Quando si lavora in luce controllata, o comunque si ha a disposizione molta luce, il rumore digitale smette di essere un problema. La qualità d’immagine restituita dal sensore è comunque molto buona in condizioni di luce favorevole.

La funzionalità d’ingrandimento dell’area di fuoco sullo schermo posteriore (per me fondamentale) funziona molto bene, sia per la flessibilità dell’interfaccia software sia per la praticità d’uso. Quello della GH5 è poi uno dei display migliori con cui abbia lavorato. Inoltre si tratta di un display snodabile… tuttora merce rara… purtroppo.

In generale, a livello operativo, l’interfaccia software è ottima. Nell’uso fotografico è leggermente meno immediata rispetto a quella Olympus ma comunque ottima. Certe funzionalità e certi accorgimenti non li ho trovati implementati in altre fotocamere e questa componente continua a tenermi attaccato a questo sistema.

Prezzo

Dal 2017, il prezzo della GH5 è molto diminuito e, se già la cifra di lancio era appetibile, quella attuale è una forte tentazione, soprattutto per i video-maker. Alla spesa per il corpo macchina vanno poi aggiunti l’acquisto del profilo per registrare in V-Log (se si è interessati a questa funzionalità) che costa circa 100 euro, e una o due schede veloci, soprattutto se si vuole spingere la macchina alle massime prestazioni e provare a registrare a 400 Mb/s. Le schede che ho scelto io sono queste SanDisk.

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