Panasonic Lumix G9 (recensione)

24 Settembre 2020 - Categoria: Attrezzatura

La Panasonic Lumix G9 è una fotocamera top di gamma con sensore micro4/3 da 20 megapixel. Nella linea delle Lumix micro4/3 si colloca come corpo macchina professionale per l’uso principalmente fotografico.

Panasonic Lumix G9
Panasonic Lumix G9

Dotazione a corredo

Nella confezione si trovano:

  • tracolla
  • batteria
  • caricabatterie
  • ottica (in caso di acquisto in kit)

Dimensioni, design ed ergonomia

Il corpo macchina ha dimensioni generose (137x97x92 mm circa e 660 g con scheda e batteria): ottimi il grip e la disposizione dei comandi.

La scelta di realizzare un corpo robusto, comodo e adatto all’uso intenso allontana il design dall’idea comune che le fotocamere micro4/3 abbiano necessariamente dimensioni ridotte. Per dare un’idea, il corpo è leggermente più grande di quello di una Sony A7 che monta un sensore full frame, ma le dimensioni della G9, oltre a restare comunque contenute, le conferiscono un’usabilità eccellente.

Panasonic Lumix G9
Panasonic Lumix G9

I materiali di rivestimento, come il grip in gomma texturizzata, sono piacevoli al tatto e danno sicurezza alla presa. Il corpo è per lo più in lega metallica.

Gli obiettivi invece, anche quelli più luminosi, presentano un vantaggio dimensionale rispetto alle focali equivalenti progettate per fotocamere con sensore più grande.

Comandi

La quantità di bottoni e ghiere non è esagerata, ma non mancano le possibilità di personalizzazione: in particolare sono presenti quelli che considero i tasti e le leve fondamentali per accedere in modo rapido e diretto alle principali impostazioni per l’uso fotografico: selezione del tipo di messa a fuoco (AFS/AFC/MF), scelta dei valori ISO, compensazione dell’esposizione… In più, oltre ai tasti funzione personalizzabili, utilizzando l’eccellente touch screen si può accedere rapidamente ad altri tasti funzione virtuali, personalizzabili anch’essi.

Da segnalare la presenza di un secondo LCD monocromatico superiore che mostrai principali parametri impostati sulla fotocamera.

Lo schermo LCD superiore può essere illuminato
Lo schermo LCD superiore può essere illuminato

Mirino

L’ampiezza del mirino e l’abbondante oculare in gomma sono caratteristiche eccellenti, anche se chi indossa gli occhiali si troverà un po’ penalizzato. Devo segnalare inoltre che l’immagine riprodotta all’interno presenta i bordi un po’ stiracchiati.

Connessioni, doppio slot di memoria e touch screen

Come ci si aspetta da un corpo Lumix di questo livello non mancano i connettori: entrata microfono, uscita cuffie (visto che comunque la fotocamera può garantire performance video non indifferenti, soprattutto dopo aver sbloccato il V-Log), connettore HDMI grande, porta usb per trasferimento dati, ricarica e alimentazione, connettore per lo scatto remoto, presa di sincronizzazione per il flash. A livello wireless prevede gli ormai immancabili Wi-Fi e Bluetooth.

Panasonic Lumix G9: doppio slot di memoria
Panasonic Lumix G9: doppio slot di memoria

Per quanto riguarda le schede di memoria non solo ha due slot, ma entrambi possono sfruttare le schede SD UHS II. 

Il touch screen è uno dei fiori all’occhiello dei corpi Lumix: preciso e utilizzabile sia a livello operativo (per esempio per selezionare il punto di messa a fuoco) sia per navigare nei menu.

Stabilizzazione

Altro punto di forza è la stabilizzazione d’immagine: il sensore monta un efficace sistema di stabilizzazione a 5 assi e, quando le ottiche proprietarie montate sono stabilizzate anch’esse, viene attivata la doppia stabilizzazione (funziona con la maggior parte degli obiettivi): in questo modo lo stabilizzare sul sensore e a quello dell’ottica lavorano in sinergia.

Qualità d’immagine

La qualità d’immagine è più che buona: non ho fatto raffronti diretti ma mi sembra che i file della G9 siano i migliori che abbia mai ottenuto da una Lumix micro4/3, leggermente superiore anche a quelli della GH5.

A livello di dettaglio le immagini prodotto sono ricche e “tirate”. Passatemi quest’ultimo termine, ma per capire meglio cosa intendo dovreste provare per un po’ di tempo questo tipo di sensore. Il dettaglio c’è, le ottiche che ho utilizzato e, più in generale, le ottiche Lumix, Leica e Olympus sono di alto livello e permettono di ottenere immagini secche e definite in cui bisogna stare attenti a non esagerare con l’aumento del dettaglio per evitare effetti indesiderati.

Panasonic Lumix G9 + Leica 15 mm: Raw parzialente sviluppato
Panasonic Lumix G9 + Leica 15 mm f/4.5 1/100s 100 ISO: Raw parzialente sviluppato
Ritaglio al 100%
Ritaglio al 100%
Ritaglio al 100%
Ritaglio al 100%

Rumore digitale

Ripeto ciò che dico sempre sulle immagini prodotte da questo tipo di sensore: i file, con un’adeguata pulizia del rumore, risultano utilizzabili fino a 6400 ISO: sconsiglio però di spingersi così oltre perché lo scotto da pagare in termini di qualità dell’immagine non è basso.

Personalmente, per l’uso che faccio delle immagini, gli 800 ISO restano un po’ il limite anche se nei test di questo mese mi sono spinto spesso anche fino a 1600.

Immagine di riferimento: jpeg diretto f/4 1/100 s 2500 ISO
Immagine di riferimento: jpeg diretto f/4 1/100 s 2500 ISO
1600 ISO prima (a sinistra) e dopo (a destra) la riduzione dle rumore - Cliccare per ingrandire
1600 ISO prima (a sinistra) e dopo (a destra) la riduzione dle rumore – Cliccare per ingrandire
6400 ISO prima (a sinistra) e dopo (a destra) la riduzione dle rumore - Cliccare per ingrandire
6400 ISO prima (a sinistra) e dopo (a destra) la riduzione dle rumore – Cliccare per ingrandire

JPEG diretti

Non scatto in JPEG, mi sono limitato a osservare i risultati che si ottengono utilizzando il profilo standard e le impostazioni di fabbrica. Quello che ho notato è un’eccessiva riduzione del rumore che spazza via i dettagli già dopo i 1000 ISO; inoltre, la nitidezza di partenza è troppo aggressiva quindi, se pensate di usare i JEPG diretti, dedicate un po’ di tempo a trovare i settaggi migliori partendo con l’abbassare il livello di riduzione del rumore automatica e la nitidezza. In postproduzione potrete decidere se aumentare la nitidezza e ridurre ulteriormente il rumore ma se “il danno” è fatto alla fonte poi non potrete più fare nulla.

Autofocus e messa a fuoco manuale

La Lumix G9, grazie al sistema di messa a fuoco automatica avanzato, è stata promossa da subito come fotocamera per l’uso sportivo. Dato che la fotografia d’azione non è uno dei generi che pratico, non ho fatto particolari test in questo senso ma, dopo semplici prove, ho avuto la conferma di quanto avessi letto ovvero che l’AF singolo è di alto livello.

La messa a fuoco manuale e l’interfaccia utente della G9 danno soddisfazione: la precisione del focus peacking e la versatilità dell’assistente di messa a fuoco, che permette l’ingrandimento dell’area in modo finemente personalizzabile, sono due caratteristiche che mi sono mancate da quando ho cambiato sistema.

Messa a fuoco mauale con focus peaking attivo
Messa a fuoco mauale con focus peaking attivo

Ripresa video

Grazie anche agli aggiornamenti del firmware, le caratteristiche in ambito video sono diventate di tutto rispetto: non siamo ai livelli di una GH5 ma superano le specifiche di molte fotocamere concorrenti. A partire dal 4K anche a 60p fino alla possibilità di acquistare e installare il pacchetto per sbloccare il profilo V-Log.

È possibile registrare internamente in 4K 30p/25p 4:2:2 10-bit oppure, tramite registratore esterno connesso via HDMI, 4K 60p/50p 4:2:2 10-bit.

L’unico neo, che tutt’ora affligge le Lumix, è l’incertezza nella messa a fuoco continua sul volto: pecca che non risparmia nemmeno la G9, ma non è necessariamente una problematica che riguarda tutti.

Esperienza d’uso

Come ho detto altre volte, ho lavorato per alcuni anni con una GH5 e, grazie a Panasonic, ho potuto provare sia una GX9 sia una S1R. Da una parte usare la G9 fa sentire a casa, ma dall’altra è una fotocamera che ha delle peculiarità che la caratterizzano rispetto a tutti gli altri modelli. Il posizionamento di alcuni comandi, lo schermo LCD superiore: si tratta di una fotocamera progettata pensando a uno strumento professionale, con la giusta ergonomia, con tutti gli accorgimenti che la rendono a tutti gli effetti un corpo di alto livello.

A chi consiglio questa fotocamera

Trovo che questa fotocamera sia adatta a coloro che cercano un corpo Panasonic Lumix micro4/3 robusto, adatta a un uso intensivo e che vogliono il massimo in termini di qualità d’immagine. La Lumix G9, pur non raggiugendo i livelli della GH5 e GH5S, si presta anche all’uso video, soprattutto una volta sbloccato il profilo V-Log.  

Per certi utilizzi una fotocamera micro4/3 risulta svantaggiata rispetto a modelli con sensore di dimensioni maggiori, ma può contare su un vantaggio competitivo in termini di ingombro degli obiettivi, di una stabilizzazione estremante efficace e, soprattutto, di un sistema completo e di un’interfaccia utente invidiabile. A livello di menu e di praticità dell’interfaccia la Lumix G9 non delude.

Generi fotografici

Sul fronte Lumix micro4/3 la Panasonic G9 è al momento il miglior corpo per l’utilizzo fotografico e si adatta a qualunque genere.

Prezzo

La fotocamera si trova a un prezzo interessante (link Amazon), soprattutto considerate le sue caratteristiche, e può essere acquista anche in kit con l’obiettivo zoom 12-60/2.8-4.

In certi periodi, Panasonic promuove i suoi prodotti con offerte di tipo cashback che la rendono ancora più appetibile.
Importante: se pensate di sfruttare un eventuale cashback controllate se il negozio presso cui pensate di effettuare l’acquisto è fra quelli idonei per aderire all’offerta.

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