Olympus M.Zuiko Digital ED 60mm f/2.8 Macro [recensione + test]

7 marzo 2017 - Categoria: Attrezzatura

Olympus M.Zuiko Digital ED 60mm f/2.8 Macro

Olympus M.Zuiko Digital ED 60mm f/2.8 Macro

 

L’obiettivo Olympus M.Zuiko 60 mm f/2.8 Macro, in produzione dal 2012, è un macro vero e proprio che raggiunge il rapporto di riproduzione 1:1 nel formato nativo, il MicroQuattroterzi.

Possiedo quest’ottica da pochi mesi e, a dire il vero, non era un acquisto preventivato. Da molto tempo utilizzo il Panasonic Leica DG Macro-Elmarit 45mm f/2,8 ASPH OIS di cui ho parlato ampiamente in questo articolo, più che adatto al lavoro che svolgo normalmente. Non avevo necessità impellenti di un 60 mm (120 mm “equivalenti” nel formato 35 mm) ma, siccome un conoscente che tratta la propria attrezzatura con estrema cura vendeva il suo con ancora 2 anni di garanzia, l’ho comprato. Ero anche un po’ incuriosito dalle sue prestazioni visto che ne avevo sentito tanto parlare in modo positivo. Dopo averlo usato un po’ in studio, mi sono deciso a fare anche qualche test mirato.

Di seguito trovate una panoramica generale, ciò che ho riscontrato nei test e le mie conclusioni.

 

Panoramica e caratteristiche principali

È un’ottica estremamente leggera, pesa solamente 186 g; il corpo è interamente in materiale plastico di buona qualità, fatta eccezione per la baionetta che è in metallo.
Un po’ per il poco peso, un po’ per le dimensioni (diametro 56 mm, lunghezza 82 mm), un po’ per i materiali, si ha l’impressione di avere in mano un oggetto delicato, tuttavia la costruzione è a prova di polvere e schizzi e l’insistenza da parte del produttore sulla sua “resilienza” lo rende adatto anche per l’uso outdoor.

La focheggiatura manuale non è meccanica, ma vincolata al motore autofocus (focus-by-wire): l’ampia ghiera di focheggiatura può ruotare in una direzione o nell’altra all’infinito, senza mai incontrare uno stop. Per lo meno è presente sul barilotto un (atipico) indicatore con riferimenti alla distanza di fuoco e ai relativi rapporti d’ingrandimento. La presenza di questo indicatore è molto utile e rende meno sgradevole, almeno per me, l’esperienza del manual focus vincolato al motore AF.
Inoltre è presente anche un selettore per limitare la distanza o il range di focheggiatura. Può essere impostato su 4 posizioni (0,4 m – ∞; 0,19 m – ∞; 0,19 – 0,4 m; 1:1), una delle quali permette di raggiungere velocemente il rapporto di riproduzione massimo (1:1), evitando numerose rotazioni della ghiera di focheggiatura.

 

Olympus M.Zuiko Digital ED 60mm f/2.8 Macro - Indicatori e selettore sul barilotto

Olympus M.Zuiko Digital ED 60mm f/2.8 Macro – Indicatori e selettore sul barilotto

 

All’aumentare del rapporto di riproduzione la lunghezza dell’ottica non varia.

Con una certa sorpresa ho notato che l’autofocus funziona senza incertezze anche al massimo ingrandimento, almeno con sufficiente luce, cosa che testandolo in studio non mancava.

 

Contenuto della confezione

Fatta eccezione per i tappi anteriore e posteriore, l’obiettivo non viene corredato di altri accessori. Sebbene non sia un’ottica Pro, ma “semplicemente” Premium, il paraluce va acquistato a parte… pur non trattandosi di un’ottica economica…
Personalmente, sconsiglio di acquistare i paraluce originali, molto costosi. Da anni, quando non vengono forniti con le ottiche li acquisto di terze parti. Mi trovo molto bene con quelli prodotto da JJC: i materiali sono buoni e l’innesto fluido. Il paraluce JJC per l’Olympus 60 mm macro è acquistabile a questo link.

 

Qualità d’immagine, vignettatura, aberrazioni cromatiche, distorsione

Per i test sulla resa qualitativa ai vari diaframmi ho fotografato una mira in formato A4 a una distanza tale che la mira riempisse il fotogramma; per il test in macro 1:1 ho fotografato l’etichetta di una batteria della fotocamera. Ho processato i file raw utilizzando DxO Optics Pro, che permette di bypassare le correzioni che Olympus applica ai raw, così da poter valutare la resa reale dell’ottica.

Questa la focus chart usata per il primo test:

 

Focus test chart

Focus test chart

 

Test “non macro”

Nitidezza

La nitidezza è buona già a tutta apertura (f/2,8) e diventa massima al centro a f/4; f/5,6 è però l’apertura che garantisce la massima uniformità e la maggiore qualità media su tutto il fotogramma. A f/8 inizia a comparire una fisiologica diffrazione, ma è pienamente utilizzabile. Anche la resa a f/11 resta buona. A f/16 la qualità, soprattutto ai bordi, diminuisce notevolmente: da usare solo se non si può fare a meno; f/22 invece è proprio da evitare.

 

Olympus 60mm Macro - Qualità d'immagine centro-bordo - Crop 100%

Olympus 60mm Macro – Qualità d’immagine centro-bordo – Crop 100%

 

Vignettatura

Solo a tutta apertura si nota un po’ di caduta di luce ai bordi, a f/4 è ormai impercettibile e sparisce completamente a tutti gli altri diaframmi.

 

Olympus 60mm f/2.8 Macro - Test vignettatura

Olympus 60mm f/2.8 Macro – Test vignettatura

 

Aberrazioni cromatiche

Le aberrazioni cromatiche laterali sono minime e facilmente correggibili in post produzione. Aumentano a mano a mano che si chiude il diaframma, ma non sono nulla di cui preoccuparsi.

 

Distorsione

La distorsione è pressoché assente.

 

Test macro 1:1

Nitidezza

Sotto l’aspetto della nitidezza l’obiettivo si comporta in modo molto simile a quanto descritto nel test “non macro”, fatta eccezione per la massima nitidezza che, anche al centro, viene raggiunta a f/5,6, ma la differenza è davvero minima.

 

Aberrazioni cromatiche

Sul fronte delle aberrazioni cromatiche la cosa cambia notevolmente. Mentre all’ingrandimento 1:2 non si notavano particolari differenze di comportamento rispetto al test precedente, al rapporto di riproduzione 1:1 le aberrazioni cromatiche sono molto presenti e, anche dopo l’eliminazione in post produzione, qualcosa permane. Nulla di eclatante, visibile solo in alcune zone e comunque limitato al massimo ingrandimento. Inoltre, invece di aumentare a mano a mano che i diaframmi crescono in valore assoluto (cioè chiudendo il diaframma), il comportamento è inverso: la perdita di contrasto e nitidezza ai diaframmi più chiusi riduce la visibilità delle aberrazioni.

 

Olympus 60mm Macro - Correzione aberrazione cromatica - RR 1:1 - Crop 100%

Olympus 60mm Macro – Correzione aberrazione cromatica – RR 1:1 – Crop 100%

 

Conclusioni

Pur non avendo fatto un confronto diretto fra l’Olympus M.Zuiko Digital ED 60mm f/2.8 Macro e il Panasonic Leica DG Macro-Elmarit 45mm f/2,8 ASPH OIS (visto che si tratta anche di due ottiche differenti fra loro), mi sembrava utile, avendoli usati entrambi, parlarne insieme in questa parte conclusiva.

Usando queste ottiche principalmente in studio e lavorando in stack-of-focus, non ho analizzato le caratteristiche della resa dello sfocato (bokeh) o la resistenza ai riflessi (flare).

Come dicevo sono due ottiche differenti tra loro: la differenza di lunghezza focale c’è e si fa sentire. Per come è impostato adesso il mio lavoro non potrei rinunciare al 45 mm Panasonic Leica, ma per chi si dedica principalmente a fotografia outdoor di piccoli esseri viventi, di sicuro il 60 mm Olympus è più indicato.

A livello di mercato l’Olympus è più diffuso, meno costoso e molto più facile da reperire sull’usato a prezzi relativamente contenuti. Il prezzo dell’usato è “calmierato” anche dai cashback della casa madre e da varie offerte online, per cui se la cifra richiesta per un usato è eccessiva conviene acquistare il nuovo. Ciò rende l’ottica accessibile a molte persone ma la svalutazione del suo valore è forte.

La qualità d’immagine è molto buona, soprattutto al centro, dove sia il 45 mm che il 60 mm hanno una resa pressoché identica. In ogni caso l’uniformità su tutto il fotogramma dell’Olympus è più elevata, seppur non eccellente. Per delle ottiche macro è anomalo che fra centro e bordi ci sia tutta questa differenza di qualità, soprattutto ai diaframmi a cui lavorano meglio. Ciò è più evidente nel Leica che nell’Olympus ma, come dicevo, anche quest’ultimo ne soffre, pur mantenendo valori di resa elevati.

Sul fronte delle aberrazioni cromatiche il Panasonic Leica si comporta meglio, in particolare ai forti ingrandimenti. Nell’Olympus sono sempre correggibili ma, raggiungendo il rapporto di riproduzione 1:1 qualcosa resta, pur non disturbando.

L’Olympus presenta sul barilotto l’indicatore della distanza di fuoco e del rapporto di riproduzione e una funzionalità per passare velocemente al massimo ingrandimento (1:1), il che mi fa sopportare meglio il focus-by-wire. Sul 45 mm ne sento la mancanza.

Entrambi gli obiettivi hanno una resa più che buona già a tutta apertura. Vignettatura e distorsione sono rispettivamente trascurabile e assente.

La scelta fra le due ottiche è dettata principalmente dalle esigenze personali o dal prezzo meno invitante del Leica. In ogni caso sono due obiettivi che non deludono e che non mi sono pentito di aver acquistato.

 

Sample images

Figure stampate in 3D con una stampante MJP (Multi Jet Printing)

Figure stampate in 3D con una stampante MJP (Multi Jet Printing). Materiale utilizzato: resina Crystal. Le due figure a sinistra sono stampate in modalità XHD, con precisione 16 micron (successivamente verniciate), quelle di destra in modalità HD, precisione 32 micron, senza verniciatura. Obiettivo diaframmato a f/11.
Stampa realizzata da Tuttoin3D.

 

Dettaglio del ponte di un modello d'imbarcazione stampato in 3D

Particolare della pavimentazione del ponte, stampata in FDM (Fused Deposition Modeling), di un modello d’imbarcazione in scala (circa 1:50). L’obiettivo, anche diaframmato a f/8, riesce a rendere bene la precisione della lavorazione. Materiale utilizzato: PLA con fibre di legno. L’effetto è plastico e realistico.
Stampa realizzata da Tuttoin3D.

 

Particolare giunzione albero stampato in 3D

Particolare del perno di giunzione del boma, stampato in 3D con tecnologia MJP (Multi Jet Printing), di un modello d’imbarcazione in scala (circa 1:50). Dimensioni del perno: diametro 2 mm, lunghezza 10 mm. Materiale utilizzato: resina Crystal. Obiettivo diaframmato a f/8.
Stampa realizzata da Tuttoin3D.

 

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Massimo

Ciao, lo sto aspettando in questi giorni, bella recensione, la macro mi piace molto, ho sia il Nikkor 60 che i Tarmon 90 e 180, spero che questo, abbinato a un Oly 5 Mark II, mi soddisfi come gli altri, con un peso minore da portare appresso.
Massimo