Obiettivi fissi di qualità sempre più compatti (e meno luminosi)

3 Giugno 2020 - Categoria: Attrezzatura

Quando le fotocamere mirrorless a ottiche intercambiabili vennero presentate, il loro vantaggio competitivo rispetto alle reflex era nelle dimensioni. Niente più specchio, corpi compatti e ottiche dalle dimensioni estremamente contenute.

Negli anni le mirrorless sono maturate, raggiungendo le performance delle reflex, e le dimensioni dei corpi macchina, ma soprattutto degli obiettivi, sono aumentate. Proprio come era successo per i telefoni cellulari: dai prodigi della miniaturizzazione esaltati nei primi anni Novanta siamo arrivati ad avere smartphone con display di dimensioni intorno ai 6”.

La tendenza però sta nuovamente cambiando, almeno in parte: produttori come Sigma, Tamron e Samyang hanno puntato su linee di obiettivi di qualità per fotocamere mirrorless full frame (al momento solo per Sony) dalle dimensioni estremamente compatte, sacrificando qualcosa in termini di massima apertura.

Queste ottiche hanno luminosità massima f/2.8 e un prezzo contenuto rispetto alle versioni più luminose. La qualità generale sembra essere più che buona: personalmente ho provato solo il Samyang 24 mm f/2.8 per Sony full frame e ne sono rimasto piacevolmente colpito.

Samyang, dopo il 24 mm, ha prodotto il 18 mm f/2.8 e il 45 mm f/1.8 (errata corrige: il Samyang 45 mm e il recentissimo 75 mm, pur rimanendo compattissimi, hanno luminosità f/1.8), sempre puntando sulla compattezza, sul prezzo e sulla buona qualità d’immagine. Questo tipo di obiettivi è molto apprezzato da coloro che hanno scelto le mirrorless anche per la loro leggerezza e praticità in viaggio e negli spostamenti e che, comunque, non sono intenzionati a spendere cifre molto più alte per avere caratteristiche a cui tra l’altro non sono interessati.

Sigma ha in catalogo il 45 mm f/2.8, mentre Tamron ha presentato da poco il 20 mm f/2.8, il 24 mm f/2.8, e il 35 mm f/2.8. I tre Tamron, oltre a raggiungere il rapporto di riproduzione a distanza ravvicinata di 1:2, hanno tutti lo stesso diametro per i filtri a vite: una comodità non da poco.

In un momento in cui i brand che producono fotocamere continuano a scontrarsi a suon di aperture (e prezzi) da record, produttori terzi hanno preso una strada opposta.

Ho fatto il punto della situazione sui produttori di ottiche di terze parti nel video seguente.

Insieme a Enzo Alessandra abbiamo poi affrontato la questione in un podcast visto che Tamron, sul fronte degli zoom luminosi, compatti ed economici ha fatto un lavoro degno di nota.

Obiettivi meno vistosi e più facilmente trasportabili

Durante il giorno e in condizioni di luce e di utilizzo “normali”, faccio fatica a immaginare occasioni in cui potrebbe essere necessario utilizzare aperture superiori a f/2.8. Questa apertura massima rende possibile la costruzione di ottiche dalle dimensioni ridotte che non danno nell’occhio e non richiedono ampie borse o zaini per il trasporto (la tasca di un giacchetto può essere già sufficiente). In più sono tutte lenti dotate di autofocus.

Tamron 20, 24, 35 mm f/2.8
Tamron 20, 24, 35 mm f/2.8 (fonte: tamron.eu)

Limitazioni

Il Samyang 24 mm f/2.8, l’unico che ho provato di persona, presenta qualche incertezza nella messa a fuoco continua in video e dalle recensioni che ho visto anche gli altri Samyang citati nell’articolo si comportano in modo simile. Rimanendo in tema di autofocus, pare che nei Tamron sia leggermente rumoroso, problematica però che riguarda soprattutto l’uso video se il microfono con cui si registra l’audio è posto vicino alla fotocamera. La costruzione dei Samyang è leggera: la baionetta è in metallo ma il barilotto è in materiali plastici, anche se apparentemente di buona qualità, e non ha tropicalizzazione. I Tamron sono tropicalizzati mentre il Sigma ha solamente la guarnizione sulla baionetta. Da segnalare anche che il Tamron 20 mm presenta una notevole distorsione a barilotto, correggibile in buona parte via software.

Conclusioni

Penso che queste ottiche fisse, compatte e relativamente economiche, possano essere una scelta ottimale per coloro che vogliono portarsi sempre dietro la fotocamera e qualche obiettivo senza dover scendere a particolari compromessi fra portabilità e qualità d’immagine. Turismo, viaggi, escursionismo e passeggiate sono gli ambiti elettivi di queste lenti.

Non solo fissi

Prima di chiudere volevo citare brevemente anche i tre zoom standard Tamron di recente produzione che condividono la stessa filosofia di attenzione agli ingombri e al prezzo che accomuna le ottiche di cui ho parlato finora. A differenza dei fissi, per uno zoom l’apertura massima costante f/2.8 è riservata agli obiettivi di fascia professionale, per questo: il Tamron 17-28 mm f/2.8, 28-75 mm f/2.8 (che ho provato) e il nuovo 70-180 mm f/2.8 sono ancora più degni di menzione.

Purtroppo, per il momento, tutte le ottiche citate vengono proposte solo con attacco Sony E-mount.

Sony A7iii con (da sinistra): Tamron 17-28 mm f/2.8, Somy 16-35 mm f/2.8 GM, Tamron 28-75 mm f/2.8, Sony 24-70 mm f/2.8 GM
Sony A7iii con (da sinistra): Tamron 17-28 mm f/2.8, Somy 16-35 mm f/2.8 GM, Tamron 28-75 mm f/2.8, Sony 24-70 mm f/2.8 GM

Un corredo “economico” full frame

Come mi è stato giustamente scritto in un commento a un video sul canale YouTube: prendendo in considerazione alcuni obiettivi zoom e fissi citati in questo articolo si riesce, con una spesa inferiore rispetto all’acquisto delle ottiche “originali”, a mettere insieme un corredo di tutto rispetto. Per chi poi cercasse un teleobiettivo da ritratto luminoso e dal prezzo contenuto, la stessa Samyang offre il 75 mm f/1,8 e la Viltrox l’85 mm f/1.8 (quest’ultimo disponibile anche con attacco Fuji X).

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