Il Novecento italiano secondo Adolfo Denci (mostra fotografica)

14 agosto 2017 - Categoria: Eventi - Storia

Chi legge i miei articoli sa quanto ami le mostre fotografiche, sa che invito a vederne il più possibile e sa che non risparmio le critiche. Il Novecento italiano secondo Adolfo Denci, mostra fotografica visitabile dal 4 agosto al 3 settembre a Pitigliano, presso Strade Bianche (in fondo all’articolo trovate le coordinate) è fra quelle da non perdere.

Adolfo Denci (Pitigliano, 1881-1944) non era solo un fotografo (professionista) con ottime capacità tecniche: in lui l’amore per il media fotografico si sposava con una straordinaria attenzione per le dinamiche sociali e storiche. Un “fotografo sociale e di popolo” che ha prodotto un patrimonio di immagini dal valore estetico e culturale inestimabile, testimoniando la vita quotidiana nei primi decenni del Novecento.

 

La mostra

Il Novecento italiano secondo Adolfo Denci nasce grazie agli eredi di Denci, a Marcello Baraghini (Strade Bianche) e al fotografo Carlo Fè: questa sinergia ha permesso di portare alla luce decine di fotografie fino a oggi inedite. Le stampe sono state realizzate dalle scansioni delle lastre originali in vetro 18×24 cm e raccontano di manifestazioni popolari

“[…] dalla festa religiosa alla celebrazione istituzionale collettiva, dai tradizionali lavori di campagna alle faccende rurali o domestiche nei vicoli, nelle cantine, nei frantoi, nelle stalle, nei lavatoi. Non c’era attraente angolo di paese che non gli suscitasse una sentita partecipazione e non lo inducesse a ritrarlo. Né inaugurazione d’opera pubblica, edificio, strada, ponte, che lo lasciasse indifferente. E poi i luoghi (Pitigliano, Sorano, Sovana, Manciano, Saturnia, Orbetello); le comunità, le famiglie, i maggiorenti, gli alunni delle scuole: tutti in posa davanti al suo obiettivo per una foto ricordo; e le folle stipate nelle piazze in occasione dei raduni politici e delle solenni ricorrenze religiose. Brulicare di corpi e di volti, riconoscibili fino alle propaggini estreme degli assembramenti, per un’abilità fotografica portentosa. Nutriva la sua attività di passione artistica ma anche di attenzione civile e sociale. Era fortemente attratto dalle atmosfere pittoresche. Quelle in cui l’uomo interagiva con i propri simili negli spazi urbani e rurali, ripetendo gli ancestrali gesti della quotidianità campagnola; e le imprigionava nella lastra sensibile con la loro struggente poesia per tramandarle ai posteri, renderle perenni.” (Alfio Cavoli).

 

Adolfo Denci, lastra originale

Adolfo Denci, lastra originale

 

Nella citazione di Alfio Cavoli ho voluto evidenziare due tratti distintivi dell’opera di Denci: qualità tecnica e valore sociale. Nelle stampe in mostra a Strade Bianche entrambi questi aspetti emergono con forza. Senza nulla togliere al più che buon lavoro di scansione e stampa, se gli originali non fossero stati nitidi, ben composti ed esposti non ci sarebbe stata tecnica di Photoshop che avrebbe potuto salvarli. Non dimentichiamo che le stampe sono eseguite partendo dalle lastre originali in vetro 18×24 cm, lastra che ha una superficie 50 volte superiore a quella di un fotogramma di pellicola 35 mm (2,4×3,6 cm). Il dettaglio registrato e la necessità di minor ingrandimento permettono di riconoscere distintamente persone e particolari anche nelle immagini di più ampio respiro.

Carlo Fè, che mi ha fatto da Cicerone e da memoria storica, mi ha spiegato chi fossero le persone ritratte e raccontato aneddoti su di loro. La spiegazione è stata un contributo prezioso per legare il passato al presente. L’esperienza di Carlo in ambito fotografico – unita alla grande familiarità con il materiale di Denci – e la cura, la perseveranza e la sensibilità di Marcello Baraghini, ne fanno i divulgatori più adatti, naturali direi, del lavoro di Adolfo Denci. Non credo avrebbe potuto essere trattato da mani migliori.

 

 

Potete vedere alcune fotografie di Adolfo Denci nella galleria del sito dell’Archivio Storico Foto Denci, ma per apprezzare davvero la bellezza degli scatti cercate di visitare la mostra.

 

La location

La sede di Strade Bianche si trova in un caratteristico locale nel centro storico. L’esposizione si dirama fra le suggestive stanze scavate nel tufo.

L’Associazione Culturale Strade Bianche è in via Zuccarelli 25, Pitigliano (GR). Il numero di telefono 0564 615317 e l’indirizzo mail stradebianchelibri@gmail.com.
L’ingresso è gratuito.

 

 

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami di