DxO OpticsPro: nuovo algoritmo PRIME per la riduzione del rumore

28 luglio 2016 - Categoria: Software

Recentemente ho ripreso in mano gli articoli dedicati ai software DxO: ho eliminato quelli relativi al vecchio OpticsPro e aggiornato quelli sull’attuale PhotoLab.
Un punto di forza di entrambi i programmi è il modulo di riduzione del rumore denominato PRIME. Fra i due algoritmi disponibili, Prime è quello avanzato: è più lento della versione “HD” ma molto più performante.

Con la versione 11 di OpticsPro (Elite) l’algoritmo PRIME è stato ulteriormente migliorato, ma di quanto?
Lo vedremo degli esempi di seguito pubblicati di seguito.

Nota: In PhotoLab l’algoritmo in questione ha subito ulteriori cambiamenti, è stata inserita anche una funzione denominata “MAZE” per ridurre ulteriormente possibili artefatti, ma non ho ancora raccolto materiale da pubblicare al riguardo.

Passiamo subito al test. Le immagini sono state scattate con una fotocamera Olympus OMD E-M10 (prezzo Amazon per il corpo con ottica kit della versione MKII), una mirrorless con sensore micro 4/3 da 16 Mpxl. Nonostante il formato ridotto del sensore non sia un punto a favore per una buona tenuta ad alti iso, questa fotocamera si comporta abbastanza bene. Inoltre, il tipo di rumore che i file manifestano non va a deteriorare in modo eccessivo i dettagli della foto.

Vecchio PRIME Vs. Nuovo PRIME (2016)

Le immagini usate per il confronto sono state scattate rispettivamente a 4000 e 3200 iso. La prima in una grotta del Dachstein, nel Salzkammergut, in una delle poche aree dove era consentito scattare fotografie. La seconda è una ricostruzione storica (non particolarmente riuscita rispetto ad ambienti originali che normalmente vengono proposti nei musei) di un ambiente domestico.

Per rendere il test il più attendibile possibile i file RAW aperti in DxO 10 e 11 non sono stati corretti se non nel bilanciamento del bianco e l’esposizione dell’immagine della cucina è stata aumentata di un valore di 0,60.
I valori del modulo Prime sono quelli di default luminanza 40, crominanza 100, basse frequenze 100, dead pixels 24. Se rifacessi il test adesso userei un valore di luminanza inferiore: a questa sensibilità ISO attenua troppo i detttagli. Nonostante questo il risultato ottenuto è più che soddisfacente.

Grotta Dachstein 4000 iso
Grotta Dachstein 4000 iso
DxO Prime - confronto
DxO Prime – confronto
cucina 3200 iso
cucina 3200 iso
Ambiente domestico 3200 iso
Ambiente domestico 3200 iso

Appare evidente che tanto il vecchio algoritmo Prime quanto il nuovo funzionano egregiamente. Il nuovo ha un leggero vantaggio non tanto nella riduzione del rumore, per altro già buona, quanto nella conservazione di un po’ di dettaglio in più dopo la riduzione.

Aggiungo una terza immagine scattata a 2500 iso durante una cerimonia. Questa scatto, a differenza degli altri, ha una post produzione più invasiva che ha amplificato il rumore presente. Nonostante questo il lavoro dell’algoritmo PRIME è sempre ottimo.

cerimonia 2500 iso
cerimonia 2500 isocerimonia 2500 iso
DxO Prime - confronto
DxO Prime – confrontoDxO Prime – confronto

Infine, il nuovo PRIME è più veloce rispetto al precedente: una miglioria non da poco visto quanto incide la sua applicazione sulla velocità di esportazione delle imamgini.
Per esportare l’immagine della cucina i tempi sono di 1’ e 54” per il vecchio algoritmo contro 1′ e 24″ del nuovo. Il test è stato eseguito sul vecchio iMac27 del 2011 con processore Intel i5 da 3,1 GHz, 32gb di memoria ram, scheda video Radeon HD 6970M con 2gb di memoria e HDD a stato solido esterno collegato via Thunderbolt.

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