Digitalizzare negativi e diapositive (parte 1): scanner dedicati

7 giugno 2016 - Categoria: Attrezzatura - Tecnologia

Parlare di negativi e diapositive, di pellicola fotografica, può sembrare anacronistico, tuttavia il recupero d’immagini su film è un problema ancora molto sentito. Per quanto riguarda i professionisti, salvo per materiale storico, documentaristico o di difficile reperibilità, concordo con la posizione del grande fotografo naturalista John Shaw espressa nell’articolo End of an era. Questo è però un problema sentito anche da privati e fotoamatori.

Quando tempo fa misi in vendita il mio scanner Canon 8600F mi contattarono principalmente fotoamatori che avevano un immenso archivio da digitalizzare o figli di fotoamatori che volevano “salvare” le foto del padre.

L’argomento non è certo nuovo, sono anni che esiste questa necessità ma, a mano a mano che il digitale satura il mercato fotografico, le soluzioni per chi ha immagini da recuperare continuano a diminuire. Dato che alcuni brand hanno dismesso intere linee di prodotti e altri hanno aggiornato i loro modelli, mi sembra un buon momento per fare il punto della situazione sulle soluzioni da adottare.

Non tratterò i costosi macchinari da laboratorio, di cui è oneroso avvalersi anche come clienti. Esistono due tipologie di scanner per pellicole: gli scanner dedicati e gli scanner piani che possono acquisire sia trasparenti sia opachi.

 

SCANNER DEDICATI

Gli scanner dedicati offrono qualità superiore per i trasparenti sia perché hanno un’ottica migliore sia perché non hanno il vetro interposto fra la lente e il film da acquisire. Ci sono anche altre motivazioni ma per semplificare estremamente mi fermerò a queste.
Le ditte che producono ancora scanner dedicati interessanti, purtroppo, sono pochissime.

Minolta produceva i DiMAGE, ormai reperibili solamente usati ma, in caso di guasto, assistenza e parti di ricambio sono un problema. Per non parlare della compatibilità dei driver e software con i nuovi computer e sistemi operativi.

Nikon deteneva senza dubbio il primato qualitativo con la serie Coolscan. Gli ultimi modelli a uscire di listino sono stati il 5000 per il formato 35mm e il 9000 per formati superiori. Il Coolscan 5000, oltre ad avere qualità altissima, aveva un prezzo relativamente contenuto per le sue caratteristiche. Questi scanner sono difficili da reperire anche sull’usato: chi li possiede se li tiene stretti!

Ho digitalizzato il mio archivio con un Nikon Coolscan 4000 che mi venne prestato e la qualità, come si vede dai sample nella galleria, è molto buona.

Ma veniamo ora a scanner per pellicole ancora in commercio:

Plustek produce tutt’ora scanner dedicati: gli OpticFilm. Il modello più recente per il formato 35mm è l’8200i.

> Aggiornamento: ho aggiunto la recensione dettagliata di questo scanner: la trovate qui.

Pur non essendo ai livelli dei Nikon, ho visto i risultati ottenuti con il modello OpticFilm 8200i Ai e devo dire che sono accettabili. Non eccelsi, ma accettabili. Inoltre il costo non è eccessivo (link Amazon per i modelli OpticFilm 8200i AI e OpticFilm 8200i SE). [Ciò che cambia fra la versione AI e SE è la dotazione software e lo slide di calibrazione IT8, a livello hardware sono identici.]

I punti deboli degli scanner OpticFilm della Plustek sono:

  • la necessità di post produzione dei file acquisiti per arrivare a una buona immagine (sperare di ottenere un buon originale direttamente dal software di scansione può dare risultati deludenti);
  • nelle ombre non hanno buona capacità di lettura dei dettagli e hanno una certa tendenza alla dominate rossa;
  • la mancanza di un caricatore automatico, che obbliga a inserire manualmente e scansionare un frame di pellicola alla volta. Il caricatore da inserire lateralmente nello scanner ospita più di un frame ma lo scorrimento è comunque manuale. Se avete molte pellicole non è la scelta ideale.

Detto ciò, al momento è una delle poche opzioni in commercio e dal prezzo accessibile per quanto riguarda gli scanner dedicati.
L’amico grafico e stampatore professionista nonché esperto fotoamatore Massimo Conti mi ha gentilmente fornito alcune immagini del suo archivio scannerizzate con il Plustek 8200i AI e post prodotte.

Nota: Plustek produce anche uno scanner per i formati superiori al 35 mm, il Plustek OpticFilm 120. Il prezzo è molto superiore a quello per i 35 mm. E un modello, l’OpticFilm 135, motorizzato che acquisisce in modo automatico un caricatore di diapositive o negativi. Questo modello però ha risoluzione ottica nominale di 3600 dpi con i 7200 degli OpticFilm 8200i e il numero di frame che può acquisire in automatico è limitato a quelli contenuti in un telaietto, che non sono molti. Per le diapositive parliamo di 4 frame. Ha comunque una caratteristica interessante: con un caricatore opzionale permette l’acquisizione di pellicole panoramiche.

Reflecta è l’ultimo produttore che menzionerò. In catalogo ha svariati film scanner molto diversi tra loro per prezzo e caratteristiche. Purtroppo non ho avuto modo di utilizzare o visionare scansioni provenienti da queste periferiche e in rete si trovano opinioni abbastanza soggettive e non troppi test.
A livello di costo il diretto concorrente del Plustek è il Reflecta CrystalScan 7200 I modelli immediatamente superiore sono il Reflecta ProScan 10T il cui prezzo, su Amazon, resta inferiore ai 500 € e il modello RPS 10M che costa meno di 550 €.

Nota: Reflecta commercializza, a un prezzo ben superiore, anche uno scanner per diapositive munito di caricatore motorizzato, il DigitDia 6000, molto simile a quello dei videoproiettori, per automatizzare l’operazione di scansione. Produce anche uno scanner, l’MF5000, per acquisire anche i formati superiori al 35 mm: 6×4,5 | 6×6 | 6×7 | 6×8 | 6×9 | 6×12 cm.

Nel prossimo articolo parlerò degli scanner piani (flatbed) con i quali è possibile acquisire sia opachi sia trasparenti. Questa tipologia di scanner è più adatta per coloro che devono digitalizzare grossi quantitativi di negativi e diapositive, fare provinature a contatto digitali o visionare i frame in anteprima.
I risultati qualitativi sono inferiori, ma se la finalità è ottenere stampe di piccolo formato o pubblicare le immagini acquisiste su web sono più che sufficienti e fanno risparmiare un’enorme quantità di tempo.

 

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