Connessioni lente e servizi di cloud storage

25 febbraio 2018 - Categoria: Tecnologia

Tempo fa, in un articolo sulle diverse soluzioni per archiviare i dati, citavo anche i servizi di cloud storage. I servizi di cloud storage sono comodissimi per creare copie di backup e salvare file ai quali possiamo poi accedere ovunque ci troviamo. Questa tecnologia si scontra però con una rete di telecomunicazioni caratterizzata da infrastrutture ancora inadeguate: per sfruttare con profitto questi servizi servono connessioni veloci e affidabili.

Quando lavoro fuori dallo studio, mi capita di aver bisogno di file che non ho con me, ma sapere che posso recuperarli dall’account cloud è una sicurezza. Il servizio cloud, tra l’altro, è raggiungibile anche via smartphone tramite app. Purtroppo, la sensazione che ho sperimentato più volte è quella di aver chiuso le chiavi dell’auto nel bagagliaio: pur essendo a portata di mano non è possibile recuperarle!

Quanto leggerete di seguito è riferito principalmente alla mia esperienza con il servizio di cloud storage di Microsoft, OneDrive. Il servizio in sé funzionerebbe bene, ma i problemi derivanti dalle connessioni internet non mancano. Non utilizzando in modo continuativo altri servizi di cloud storage, non posso estendere specifiche problematiche che ho incontrato con OneDrive ad altri servizi similari (GoogleDrive, Dropbox ecc.), ma il comune denominatore delle connessioni lente interessa la tecnologia del cloud storage in generale.

Problemi del cloud storage derivanti dalle connessioni lente

I problemi principali sono:

  • lentezza del download (scaricamento) e, soprattutto, dell’upload (caricamento) dei file;
  • incostanza nella trasmissione dei dati.

Download e upload lenti

La lentezza che affligge ancora troppe reti nazionali è la problematica principale che rende difficoltoso l’uso (e lo sviluppo) del cloud storage e di servizi affini. Caricare i dati senza una connessione su fibra ottica è un’impresa e per ottenere anche una maggiorazione poco significativa (nel 2018 la definirei ridicola) della banda in upload i prezzi aumentano.

Per il download il discorso è leggermente diverso: la velocità massima è molto superiore rispetto a quella in upload ma, utilizzando l’interfaccia web di OneDrive, se avvio contemporaneamente il download di due file distinti (o il download di due file presenti nel cloud come un unico archivio compresso) si verifica un crollo devastante delle prestazioni. Usando una connessione su fibra questo fenomeno non si verifica o si verifica in misura minore.

Incostanza della trasmissione dei dati

Come ho appena accennato, il comportamento di OneDrive varia considerevolmente se viene utilizzato con una connessione veloce (fibra) o meno. Per esempio, utilizzando il “normale” adsl – come quello che ho a casa – il caricamento di più file si blocca sugli ultimi invii. Ho provato con diversi browser, computer e connessioni (parimenti lente) e il risultato è lo stesso. Ho notato però che i tecnici lavorano costantemente per migliorare queste problematiche del servizio.

In download, quando la velocità diventa troppo bassa (nonostante ci sia banda disponibile) il trasferimento si interrompe.

Il fatto che questi intoppi non si verifichino con connessioni veloci fa pensare che possano dipendere dal servizio cloud, ma di fondo si tratta anche di un problema accessorio legato a connessioni inadeguate.

Speed test effettuato sulla rete di casa. Nota: 10,73 Mbps = 1,34 MBps = 1341,25 KBs e 0,90 Mbps = 0,11 MBps = 112,5 KBs che vuol dire che per caricare 1 MB ci vogliono circa 9 secondi se la connessione funziona al massimo delle sue possibilità.
Speed test effettuato sulla rete di casa. Nota: 10,73 Mbps = 1,34 MBps = 1341,25 KBs e 0,90 Mbps = 0,11 MBps = 112,5 KBs che vuol dire che per caricare 1 MB ci vogliono circa 9 secondi se la connessione funziona al massimo delle sue possibilità.

Cosa succede con le connessioni da rete mobile

Se c’è copertura, connettersi in mobilità sfruttando gli standard più recenti dà ottimi risultati. Il problema però è la quantità di dati disponibile: quasi tutti i piani tariffari offrono pochi giga e a caro prezzo. Scaricare dal cloud un file da 1 Gb vuol dire, in molti casi, esaurire metà del traffico mensile messo a disposizione dai piani telefonici più diffusi. Si tratta quindi di una soluzione poco praticabile, salvo per rare eccezioni.

Conviene abbandonare i servizi di cloud storage?

No. Per come la vedo io, avere un servizio di questo tipo è utile, quando non necessario. Confesso però che in alcuni momenti l’idea di disdire l’abbonamento annuale mi ha tentato fortemente…

Perché continuo a pagare il servizio cloud

  1. OneDrive è un valore aggiunto all’abbonamento a Office 365+: la suite di Office mi serve per lavorare e l’abbonamento cloud è compreso nel piano;
  2. i dati sul cloud sono al sicuro da incidenti e danneggiamenti che possono interessare hard disk (esterni) o altri dispositivi di backup conservati a casa o in studio;
  3. posso accedere ai file sul cloud (teoricamente) ovunque mi trovi, senza dovermi portare dietro dispositivi di memoria;
  4. confido (sarò troppo ottimista?) che in un tempo relativamente breve le connessioni su fibra saranno molto più diffuse e i piani di quelle mobili si adegueranno alle reali necessità degli utenti (maggiore quantità di traffico a costi sostenibili).

I NAS (Network Attached Storage) ovvero il personal cloud

Rimando (ancora una volta) l’approfondimento sui NAS a quando deciderò di installarne uno… Mi limiterò invece a ricordare somiglianze e differenze tra personal cloud e servizi di cloud storage offerti da terzi.

Caratteristiche principali dei NAS

Una volta acquistato, è vostro: non dovrete più pagare un abbonamento. La spesa iniziale dipende dalle caratteristiche del NAS e dei dischi che vengono montati al suo interno.
Trovandosi in un luogo fisico può subire danneggiamenti, guasti o essere rubato.
Il caricamento dei file è veloce se effettuato via cavo (ethernet o USB). I file al suo interno saranno accessibili ovunque vi troviate tramite una connessione di rete (a patto che il NAS rimanga sempre funzionante, acceso e connesso).

La gestione e la manutenzione del NAS sono a vostro carico. La maggior parte dei moderni NAS ha però applicazioni che permettono di semplificare molte operazioni, ma se saltano la corrente o la connessione e siete fuori non potrete accedere ai file.

Detto questo, appena possibile mi doterò di un NAS ed eliminerò una delle due copie di backup su dischi esterni. Continuerò comunque a usufruire di un servizio di cloud storage di terze parti, almeno per una copia dei file più importanti.
Dato che i NAS sono una soluzione intermedia fra archiviazione offline e online, uniscono pregi e difetti di entrambe.

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