Chuwi LapBook: portatile super economico (recensione) [Aggiornato]

23 marzo 2018 - Categoria: Attrezzatura

Chuwi LapBook 15,6"
Chuwi LapBook 15,6″

Ho provato il Chuwi LapBook con schermo Full HD da 15,6”: un computer portatile estremamente economico.
Chuwi è un marchio cinese (conosciuto soprattutto per i tablet) ormai facilmente reperebile anche nei mercati occidentali.

Il Lapbook 15,6″ ha un costo basso ma specifiche tecniche che si trovano solamente in prodotti di fascia superiore. Viene quindi spontaneo chiedersi se sia un device valido. Buona lettura!

Cos’è il Chuwi LapBook

Tecnicamente è un computer portatile (non ha né schermo touch come i tablet né la tastiera separabile come i convertibili), ma implementa alcune soluzioni proprie dei dispositivi mobile.

Specifiche tecniche e caratteristiche

Ciò che rende interessante il Chuwi LapBook 15,6″ è principalmente il prezzo: su Amazon.it si attesta fra i 160 e i 190 €, a seconda delle promozioni. Il prezzo però non è l’unica cosa che incuriosisce.

Lo schermo, seppur non sia di tipo IPS, è da 15,6” Full HD (1920×1080 px): una caratteristica non comune fra i portatili di fascia bassa. Ha un processore Intel Atom X5-Z8350 Quad Core a 64 bit da 1,44 GHz con scheda grafica Intel integrata, 4 Gb di memoria RAM e una memoria a stato solido (SSD) da 64 Gb. Lo spazio di archiviazione è espandibile con una scheda micro SD (opzionale) dalla capienza massima di 128 Gb.

La batteria è da 10.000 mAh e la webcam da 2,0 Mpxl. La scocca è interamente in plastica economica, ma il design è pulito e gradevole.

Le dimensioni sono 37 x 24 cm, lo spessore è di 0,9 cm nel punto più sottile e 2,2 cm nella parte più alta e pesa poco meno di 1,9 Kg.


Chuwi LapBook 15,6"
Chuwi LapBook 15,6″

Connettività

Ѐ dotato di Wi-Fi, Bluetooth, lettore di schede micro SD (Trans Flash), 2 porte USB (2.0 e 3.0), uscita HDMI, jack da 3,5 mm per le cuffie, presa per l’alimentatore. Accanto al connettore per il caricabatterie c’è un piccolo led che si illumina di colore rosso quando il laptop è in carica.


Da sinistra: led carica, connettore alimentazione, USB, HDMI; lettore schede micro SD, jack cuffie, USB.
Da sinistra: led carica, connettore alimentazione, USB, HDMI; lettore schede micro SD, jack cuffie, USB.

Sistema operativo

Sul Chuwi LapBook 15,6” è pre-installato Windows 10 a 64 bit in versione desktop. La lingua, inizialmente impostata sull’inglese, può essere cambiata in italiano. Finché i prodotti Chuwi erano pensati solo per il mercato cinese la lingua poteva costituire una barriera insormontabile perché fra quelle selezionabili non c’era né l’italiano né l’inglese.

Un piccolo inconveniente riguardo alla lingua invece è legato alla tastiera.

Tastiera e touchpad

Le periferiche di input sono le componenti più scadenti del notebook, inoltre c’è un piccolo intoppo  ̶  facilmente risolvibile  ̶  con la lingua.

La tastiera non è italiana ma per i paesi anglofoni e ciò comporta l’assenza delle vocali accentate. La soluzione più pratica è impostare la lingua della tastiera su italiano e attaccare sui tasti non corrispondenti appositi adesivi (più avanti ho messo il link). Così facendo “avrete” una tastiera italiana. L’unico tasto non presente resta quello con i simboli “˂” e “˃”.

Grazie al tasto funzione Fn è (o meglio sarebbe) possibile digitare i caratteri presenti solo nelle tastiere dotate di tastierino numerico. Nell’articolo dedicato al tastierino numerico Targus ho spiegato l’utilità di questi caratteri. Purtroppo non tutti i caratteri funzionano, in particolare quelli numerici che sono i più importanti. Non si tratta comunque di una mancanza grave.


Chuwi LapBook: tastiera.
Chuwi LapBook: tastiera.

Ora che abbiamo visto come superare il problema della lingua parliamo della tastiera: i materiali sono la componente che riflette maggiormente il basso prezzo del prodotto. La tastiera è “plasticosa” e i tasti hanno un po’ di gioco. Non è gran che nemmeno il touchpad. Il multi-touch in particolare è approssimativo: la maggior parte delle volte che utilizzate le due dita per scorrere le pagina (scroll) il comando percepito sarà il ridimensionamento (pitch to zoom)…
La tastiera non è retroilluminata.

Contenuto della confezione

Il Chuwi LapBook viene consegnato in una scatola di cartone grezzo al cui interno si trovano l’alimentatore da muro e i classici foglietti (garanzia e certificazioni varie). L’alimentatore (da 5V – 3000 mA) è simile a quello della maggior parte degli smartphone.

Chuwi LapBook: alimentatore e cavo
Chuwi LapBook: alimentatore e cavo.

Batteria: durata e tempi di carica

La batteria, da 10.000 mAh, ha una durata di circa 5 ore se l’utilizzo è continuativo e con lo schermo acceso, ma arriva tranquillamente a 10 se lasciato a eseguire operazioni non troppo impegnative con lo schermo spento.
L’autonomia quindi è buona. Di contro i tempi di carica sono veramente lunghi: per caricare il 50% della batteria impiega circa 5 ore, perciò, se la progressione è lineare, la ricarica completa ne richiederà 10. Il tablet Mediacom WinPad (quando era nuovo) aveva tempi di ricarica simili.

Esperienza d’uso

Questa è la parte più importante: come funziona davvero il Chuwi LapBook 15,6”?

L’ho provato per qualche giorno, utilizzandolo in modo congruo rispetto al tipo di prodotto ovvero: per navigare, scrivere testi in Word, guardare video. Non ho provato certo a installare la suite Adobe Creative Cloud o a fare editing fotografico… non avrebbe alcun senso perché non mi aspetto che un computer con queste caratteristiche sia in grado di farlo adeguatamente.

La risposta del portatile è in generale abbastanza reattiva.

Chuwi LapBook e Dell XPS 15
Chuwi LapBook e Dell XPS 15

L’installazione di Office 365+ è stata abbastanza veloce: i programmi si aprono con discreta rapidità e l’uso di Word (unica app che ho provato a utilizzare) è fluido.
Ho installato il browser web Mozilla FireFox: l’esperienza di navigazione è accettabile e la riproduzione di video in Full HD su YouTube fluida.

Aggiornare Windows 10 è la cosa che ha richiesto più tempo: fra download e installazione ha impiegato circa una giornata (!). Però l’installazione è andata a buon fine e, trattandosi di una procedura automatizzata, l’unica accortezza che bisogna avere è attaccarlo alla rete elettrica.

Dopo 6 mesi di utilizzo

Dopo 6 mesi di utilizzo, la persona che mi aveva fatto provare il Chuwi LapBook 15,6″ mi ha raccontato le sue impressioni.

Da un punto di vista strutturale, la scocca in plastica non si è dimostrata molto robusta. La cerniera che collega la parte con la tastiera allo schermo non funziona più troppo bene. Sta aperta correttamente ma non si chiude più molto bene.

In alcune occasioni le porte USB e alcuni tasti hanno smesso di rispondere ed è stato necessario un riavvio per far tornare la situazione alla normalità.

L’acquisto delle letttere adesive per “italianizzare” la tastiera è imprescindibile.

Visto che il touchpad è davvero poco utilizzabile è necessario acquistare un mouse.

Conclusioni

Alla luce dei sei mesi di test riscrivo le conclusioni.

Il Chuwi LapBook 15,6” non è un prodotto per tutti. Tra i PC Chuwi è il più economico e il meno performante: si tratta di un computer portatile poco costoso per un utilizzo base. La tipologia di utenti per cui è pensato non è però ridotta, ma  di certo non è adatto a grafici, fotografi, video-editor, progettisti…

Si tratta inoltre di un dispositivo che non può essere aggiornato: i 4 Gb nativi di memoria RAM non sono espandibili; dei 64 Gb di memoria interna (anche dopo aver rimosso file di installazione e programmi inutili) ne rimangono utilizzabili poco più di 30 se escludiamo quelli occupati dal sistema operativo e dai programmi principali. Certo sono sempre espandibili con altri 128 tramite scheda micro SD.

Insomma, è una macchina che richiede compromessi. Inoltre, pur trattandosi di un computer portatile, la delicatezza strutturale e la contruzione interamente in plastica non lo rendono così adatto a troppi spostamenti.
Infine, seppur il prezzo sia effettivamente basso, considerate che dovrete spendere qualche decina di euro in più per comprare un mouse, gli adesivi (linkati sopra) per “italianizzare” la tastiera e una borsa per proteggerlo durante il trasporto.

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